Il Miur si costituisce in giudizio al Tar sulla prima ordinanza regionale di stop
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Roberta GRASSI Il ministero dell’ Istruzione vuole esserci. Per il tramite dell’ Avvocatura dello Stato si è costituito nel procedimento amministrativo dinanzi al Tar di Bari in cui si discuterà della chiusura (o apertura) delle scuole su tutto il territorio pugliese. Il Miur però non ha ancora formalmente assunto una posizione pro o contro: la presenza è stata ritenuta comunque necessaria per una audizione in camera di consiglio. Per esprimere, insomma, la propria opinione. Si parla dell’ udienza camerale anticipata dal 3 dicembre al 18 novembre per ragionare sull’ eventualità o meno di confermare la sospensione dell’ ordinanza con cui il 28 ottobre il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aveva disposto lo stop alla didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il Tar, il 6 novembre, ha infatti accolto la richiesta cautelare ed ha emesso un decreto che ha provocato l’ immediata perdita di efficacia delle statuizioni (seppur a tempo determinato). A seguire, il governatore ha firmato una nuova ordinanza per la ripresa delle lezioni in presenza (o a scelta della didattica a distanza) dal 7 novembre. Il ricorso, come è noto, è stato formulato dal Codacons (difeso dall’ avvocato Luisa Carpentieri) e da un gruppo di genitori salentini (assistiti dall’ avvocato Pietro Quinto). Il Miur, da sempre contrario allo stop delle lezioni dal vivo, coinvolto dalle parti, ha quindi dato mandato all’ Avvocatura distrettuale dello Stato, e in particolare all’ avvocato Giuseppe Zuccaro. Sulla scelta del ministero diretto da Lucia Azzolina, c’ è stato un iniziale fraintendimento. Il primo atto di costituzione lo indicava come intenzionato a partecipare contro i ricorrenti, quindi in condivisione delle posizioni di Emiliano. È giunta poi la precisazione. Il passo è stato compiuto al solo fine di ottenere la comunicazione degli avvisi di udienza. Quanto alla prima formula per resistere al ricorso, essa era stata generata è stato specificato automaticamente dal sistema informatico. Nei prossimi giorni giungeranno ulteriori chiarimenti, di maggior rilievo, sulla tipologia di memorie che da Roma si intenderanno depositare. Sempre che nel frattempo lo scenario nazionale non sia mutato e non debbano essere tenute in considerazione, anche nel procedimento amministrativo, eventuali e ulteriori restrizioni adottate a livello centrale per contenere i contagi da coronavirus. Tornando alla causa, i genitori leccesi hanno impugnato i provvedimenti di Emiliano sostenendo che nei territori della provincia di Lecce, che hanno un indice di contagio molto basso rispetto alle altre province, vi sia stata una penalizzazione ingiusta per il percorso educativo dei propri figli. Si fa riferimento anche al Decreto del presidente del consiglio del 3 novembre che ha disposto la didattica a distanza per le superiori (questa volta sul territorio nazionale e a seconda della divisione in zone adottata) mentre per le scuole dell’ infanzia ha previsto lezioni frontali. Dpcm che si ritrova ad essere meno restrittivo rispetto all’ ordinanza. Essa, a quanto rappresentato, inciderebbe gravemente sulla vita dei figli che si ritroverebbero ad essere privati del loro diritto a frequentare la scuola secondo le modalità ordinarie. Per altro gli alunni della Puglia sono gli unici è scritto oltre a quelli della Campania a non poter avere alcun contatto per circa un mese, mentre nel resto d’ Italia e anche nelle regioni individuate come zona rossa, cioè di massimo contagio, le istituzioni della scuola del primo ciclo assicurano la didattica in presenza. Le ragioni insomma, sono state ben chiarite nero su bianco. Il presidente Emiliano è rimasto dell’ idea che, considerata la curva dei contagi, fosse preferibile restare a casa. Tanto da condividere pubblicamente l’ appello dei pediatri e invitare i genitori a non mandare i figli a scuola. Tra una settimana, circa, il giorno della verità, seppur ancora in fase cautelare e non certo nel merito. Il ministero della pubblica Istruzione ha ancora tempo per ragionarci su, poi dovrà assumere una posizione e schierarsi a favore o contro la chiusura dei cancelli, e quindi dalla parte di Emiliano o sul fronte opposto. Il governatore, infatti, pur avendo dato esecuzione al decreto del Tar, continua a sostenere la legittimità dell’ ordinanza sospesa. Da qui la richiesta di anticipazione dell’ udienza, che a sua volta potrebbe essere preceduta (nell’ uno o nell’ altro senso) da una trasformazione della situazione di fatto. Ancora oggi in continua evoluzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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