19 Luglio 2014

Il mistero dell’assenza di segnalazioni

Il mistero dell’assenza di segnalazioni

IL FOCUS GELA. L’ Ad delle Ferrovie dello Stato Michele Elia parla della tragedia di Butera da Torino mentre presenta il nuovo treno Jazz realizzato da Alstom. Un gioiello della tecnologia. Dice che fatti simili non devono più accadere. E aggiunge: «Abbiamo le migliori tecnologie e i migliori sistemi di comunicazione per evitare che quanto è successo si ripeta». Arriva il cordoglio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che punta la sua attenzione sulla necessità di garantire la sicurezza nel lavoro, e giungono tanti altri attestati di persone importanti. Ma in questo lembo di Sicilia dove tra i binari viaggiano non Jazz di ultima generazione ma treni da Terzo Mondo, al dolore profondo per la tragica morte di tre lavoratori, si aggiunge la beffa di dover piangere cadaveri proprio mentre nell’ isola tra un taglio e l’ altro il servizio ferroviario sta scomparendo. Un trenino lungo appena 26 metri quello coinvolto nell’ incidente. Un solo vagone. Due soli passeggeri diretti da Gela a Caltanissetta. Un incidente gravissimo che – ironia della sorte – si verifica in un lembo di Sicilia colpito più che altrove dalla desertificazione ferroviaria. In quanti salgono su quel treno ogni giorno? «Ad andar bene cinque o sei passeggeri – dice il segretario della Filt Cgil di Caltanissetta Pino Lombardo – potrebbero essere di più se solo le Fs midificassero gli orari. Ci sono una settantina di maestre che vorrebbero usarlo nello spostarsi dalla provincia di Caltanissetta a quella di Agrigento e viceversa. Ma gli orari sembrano fatti apposta contro i pendolari. Sono cose insopportabili così come è inaccettabile che si lavori senza segnaletica. Perché succede anche questo». La tragedia dei tre operai agrigentini offre lo spunto per accendere i riflettori sulla situazione isolana del sistema ferroviario che fa acqua da tutte le parti. Da gennaio 2012 a ottobre 2013 sono stati circa 6mila le tratte soppresse in Sicilia per un corrispettivo di circa 300.000 km/treno, di questi appena 60.000 km/treno sono stati sostituiti da bus (solo 1.500 tratte), 4.500 le tratte programmate e quindi finanziate, che non hanno funzionato. Sono i dati contenuti del dossier 2014 presentato dalla Fit Cisl. La metà del servizio offerto nell’ isola riguarda l’ hinterland palermitano. Solo 200 tratte dovrebbero garantire i collegamenti nelle e tra le altre 8 province siciliane. A ciò si aggiunge l’ abbandono di diverse linee ferroviarie, quali la Trapani -Alcamo via Milo e la Caltagirone -Gela, andato avanti negli anni contrariamente a quanto previsto dal Contratto di Programma 2012-2014 siglato tra Rfi e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Finché non si arriverà alla firma del contratto di servizio fra Regione e Trenitalia non ci sarà nulla di nuovo in uno scenario desolante. Restano una chimera i collegamenti ferroviari tra l’ aeroporto di Comiso e le città della fascia costiera Sud dell’ isola. Insomma servizi carenti, binari vetusti e bisognevoli di continue manutenzioni. E poi in questa desolazione la tragedia nella linea più meridionale dell’ isola e dell’ Europa ma anche la più vetusta e colpita da tagli. Dopo l’ incidente ferroviario, il Codacons chiede «una verifica sulla sicurezza delle ferrovie in Sicilia, e mette il proprio team di legali a disposizione delle famiglie delle vittime». «Non è la prima volta che in Sicilia si verificano simili tragedie – attacca il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi – mentre la magistratura indaga sull’ episodio, chiediamo oggi all’ Autorità dei Trasporti di eseguire indagini a tutto campo sui livelli di sicurezza del trasporto ferroviario in regione, per capire quali standard ci siano in Sicilia e se le norme siano correttamente rispettate». Intanto da oggi e fino a tutto lunedì 21 luglio sarà sospeso il servizio ferroviario sulla linea Gela -Canicattì. Riprogrammata l’ offerta commerciale con la cancellazione totale o parziale di 12 corse che saranno sostituite con autobus tra Caltanissetta, Canicattì e Modica.

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