16 Novembre 2018

Il mistero della donna che ha fatto scattare l’ emergenza in metrò

Le telecamere di Atm la inquadrano mentre con passo incerto si fa strada fra la folla in attesa del treno, alla banchina di Loreto, linea 1. Si toglie le scarpe e scende fino ai binari, con ogni probabilità intenzionata a farsi investire dalla motrice in arrivo, diretta a Sesto 1° Maggio. Ma la circolazione viene interrotta prima che la tragedia possa compiersi. Identificata in una 32enne di origini francesi, la donna è parsa disorientata ai soccorritori del 118. Lo stato di shock non potrà evitarle una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Quel gesto disperato, fortunatamente finito in nulla, ha infatti provocato una serie di imprevedibili reazioni a catena, che per buona parte della mattina hanno paralizzato un tratto della linea della metropolitana più frequentata. E hanno portato 17 persone in ospedale, con contusioni non gravi. La donna è scesa sui binari alle 7 e 47 minuti del mattino. Atm ha sospeso la corrente lungo tutta la linea 1 per oltre 9 minuti. La donna, nel frattempo risalita in banchina con l’ aiuto di altri viaggiatori, si è subito allontanata. Il personale della sicurezza Atm la ha raggiunta e identificata. È stata portata in ambulanza in codice verde al Policlinico per accertamenti psichiatrici. Il suo non è un caso isolato. Dall’ inizio dell’ anno, per nove volte i convogli della metropolitana sono stati fermati per suicidi tentati o compiuti (sei solo sulla linea 1). In 88 casi ( di cui 82 sulla Rossa) si è dovuta fermare la circolazione per persone scese sui binari per ragioni diverse: recuperare oggetti, fuggire da polizia e controllori, fare pericolosi giochi da ubriachi, soccorrere altre persone scese dalla banchina alle rotaie. A questi casi, si aggiungono quelli in cui i treni si sono fermati dopo che qualcuno si era sentito male a bordo: 22 dal 1 gennaio scorso. Quello che è successo ieri a seguito del gesto della donna, però, è più complesso di un semplice stop. Una volta riattivata la corrente sulla linea, alle 8 del mattino, uno dei treni non si è riconnesso al sistema di guida automatica. Si trovava alla stazione Bonola, sempre in direzione Sesto 1° Maggio. Il macchinista ha attivato i comandi manuali, impostando la velocità a 15 chilometri orari, il limite massimo consentito quando a regolare la marcia è l’ uomo. Peccato che fra Bonola e Uruguay ci sia una leggera discesa, sufficiente a fare prendere al treno una velocità di 18 chilometri l’ ora. Abbastanza per fare scattare il freno automatico. Nonostante la velocità contenuta, alcuni passeggeri sono caduti a terra. Fra i 17 trasportati in ospedale, anche due bambini di 8 e 10 anni. Nessuno ha riportato fratture o traumi gravi. Poco dopo le 10 del mattino la circolazione sulla linea 1 – sospesa due ore prima nel tratto vicino alla stazione Uruguay – è ripresa regolarmente. Intanto, però, centinaia di passeggeri hanno dovuto lasciare le stazioni, per prendere i bus sostitutivi attivati da Atm. Nella giornata più caotica per l’ azienda dall’ inizio dell’ anno, si è verificato un secondo stop della circolazione, a alle 14.30 alla stazione Palestro, sempre su un treno della linea rossa. E sempre in direzione Sesto 1° Maggio. In questo caso, al momento della frenata improvvisa, era regolarmente inserita la guida automatica. In quattro sono rimasti lievemente contusi. «Le frenate impreviste sono piuttosto frequenti – comunica Atm – escludiamo che i due episodi siano collegati, ma i dati sulle cause della frenata di Palestro non sono ancora disponibili». L’ associazione dei consumatori Codacons invita i passeggeri che hanno subito traumi a chiederne conto ad Atm. E propone all’ azienda di «estendere la durata degli abbonamenti per tutti i passeggeri che hanno subito disagi». – Fr.Va. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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