3 Maggio 2021

Il mistero del testo dato alla Lega E il rapper nella notte chiamò il segretario della Cgil

di  Ernesto  Assante  Partiamo  da  un  dato  di  fatto:  tutti  sapevano  tutto  quello  che  sarebbe  successo  prima  della  messa  in  onda.  Lo  sapeva  Fedez,  che  non  ha  caso  ha  registrato  la  telefonata  con  la  Rai  gli  organizzatori  del  Primo  Maggio.  Lo  sapevano  anche  loro,  ovviamente,  guarda  caso  c’è  una  registrazione  della  stessa  telefonata  anche  dal  loro  capo  del  telefono.  lo  sapeva  qualcun  altro,  ovvero  rappresentati  della  Lega,  ai  quali  qualcuno  ha  fatto  avere  in  anticipo  il  testo  dell’intervento  Fedez  ne  è  convinto  con  buona  ragione,  data  la  ricostruzione  degli  orari  delle  “reazioni  preventive”  consegnate  ai  social  alla  stampa  da  Salvini  da  altri  rappresentanti  della  Lega  ben  prima  della  diretta  di  Rai  Tre,  con  precisi  riferimenti  al  testo,  come  quello  che  riguarda  il  Vaticano.  Dalla  telefonata  si  capisce  che  Fedez,  peraltro,  che  non  è  certo  un  tipo  che  si  accontenta  di  qualche  spiegazione  veloce,  anzi:  visto  che  qualcuno  gli  dice  che  le  difficoltà  porter  concedere  l’ok  al  discorso  derivano  dall’esistenza  di  un  regolamento  del  sindacato  che  avrebbe  vietato  simili  prese  di  posizione  dal  palco,  per  chiarire  ogni  dubbio  lui  non  fa  altro  che  chiamare  direttamente  Landini,  alle  della  notte  tra  venerdì  sabato,  per  sentirsi  dire  che  il  fantomatico  regolamento  non  esiste.  Del  resto  è  fatto  così  Federico  Leonardo  Lucia,  31  anni,  da  Milano,  rapper,  cantante,  performer,  autore,  produttore,  cantautore,  manager,  imprenditore,  influencer  qualcos’altro  ancora,  «impulsivo  guerrafondaio»,  come  sua  madre,  dice.  certo  ogni  volta  che  Fedez  si  muove  succede  qualcosa,  polemiche,  commenti,  dibattiti,  che  si  tratti  di  una  canzone,  di  un  video,  del  matrimonio  della  paternità,  dell’acquisto  di  un’auto  di  un  vestito.  Soprattutto  quando  prende  posizione  favore  contro  qualcosa  qualcuno.  Si  potrebbe  dire,  con  una  leggera  esagerazione,  che  Fedez  mette  volentieri  in  scena  le  contraddizioni  della  società  contemporanea.  Ma  ben  guardare  per  lui  le  contraddizioni  sono  poca  cosa,  così  come  il  concetto  di  “privacy”,  che  ha  assunto,  nell’infosfera  in  cui  Fedez  vive,  un  significato  completamente  diverso.  Fedez  ha  compreso  perfettamente  il  “peso”  specifico  della  sua  fama,  lo  “spende”,  lo  usa,  quindi  tutto  è  “condivisibile”  utilizzabile:  pianto  di  quando  diventa  padre,  le  lacrime  sul  palco  di  Sanremo,  le  immagini  dei  figli  della  moglie.  in  alcuni  casi  quello  che  non  è  pubblico  può  diventarlo,  co-  la  telefonata  con  Capitani  Bonelli  prima  dell’esibizione  al  Primo  Maggio,  che  lui  stesso  ha  registrato  diffuso.  certo  non  è  un  tipo  timido,  non  lo  era  nemmeno  quando  ha  cominciato:  era  il  2011,  dieci  anni  fa,  quando  diceva  invitava  suoi  fan  ad  andare  alle  manifestazioni  degli  Indignados  mandava  al  diavolo  il  leghista  ed  ex  ministro  Roberto  Castelli.  Ma  il  suo  prendere  posizione  avviene  in  maniera  completamente  post-  appoggiando  le  battaglie  di  chi  gli  appare  più  in  linea  con  suoi  pensieri  (com’è  stato  per  un  periodo  con  Grillo),  che  rende  impossibile  potergli  affibbiare  una  qualsiasi  etichetta  politica.  Strenuo  difensore  dei  diritti  civili  lo  è  stato  da  sempre,  sia  cantando  che  parlando,  scatenando  reazioni  in  ogni  associazione  partito  possibile,  anche  se  il  clima  di  “guerra”  lo  ha  stabilito  principalmente  con  il  Codacons  con  la  Lega.  Chi  lo  conosce  bene  dice  che  Fedez,  comunque,  non  ama  avere  torto  non  vuole  essere  tutti  costi  simpatico,  anzi,  preferisce  diventare  antipatico  qualcuno  proseguire  per  la  sua  strada.  Soprattutto  sul  lavoro,  dove  nulla  è  eterno,  molte  collaborazioni  sono  nate  finite  per  motivi  spesso  misteriosi.  Il  lavoro  è  sostanzialmente  un  affare  di  famiglia:  la  manager  di  Federico  è  la  madre,  la  onnipresente  attentissima  Annamaria  Berrinzaghi.  Nulla  sfugge  al  suo  controllo.  C’è  chi  lo  accusa,  di  essere  più  “furbo”  che  “impegnato”,  ma  la  quota  di  furbizia  (o  abilità)  gli  consente  di  sfruttare  al  massimo  ogni  palcoscenico,  così  come  è  accaduto  sabato  al  Primo  Maggio:  si  sono  esibiti  40  artisti,  ma  si  parla  solo  di  lui

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