8 Luglio 2015

Il mistero del patto Thohir-Pisapia per il Meazza

Il mistero del patto Thohir-Pisapia per il Meazza

MARIANNA BAROLI nnnIl Diavolo ha – forse – trovato casa. È infatti arrivato ieri in serata, dopo una riunione fiume, l’ annuncio di Fondazione Fiera secondo cui il Portello potrebbe divenire la nuova residenza dello stadio rossonero. Decisivo nella scelta è stato il rilancio economico del Milan, 3,95 milioni di affitto annuo all’ ente, oltre il farsi carico di tutti i costi per le bonifiche da effettuare sui terreni. Ci sono voluti sei mesi per arrivare a quella che potrebbe essere la decisione definitiva sulla riqualificazione dell’ area Fiera Milano city. Il condizionale, in questo caso è d’ obbligo. Sebbene infatti lo scoglio più alto, e cioè la vittoria del bando aperto da Fondazione Fiera, sia stato superato, ai rossoneri ora spetta il compito di convincere il consiglio comunale di Palazzo Marino. Un gioco da ragazzi? Forse. Perché con le elezioni in vista e i malumori da parte dei residenti dell’ area, l’ impresa di ottenere i permessi necessari a dare il via ai lavori potrebbe non essere così semplice o immediata. Nonostante infatti negli scorsi mesi il sindaco Giuliano Pisapia abbia incontrato Barbara Berlusconi e Erik Thohir in un colloquio riservato tra le parti, da piazza Scala è ancora un mistero il tema di quella chiacchierata. Voci di corridoio, inizialmente, raccontavano di un patto stretto proprio in quell’ occasione e che vorrebbe un accordo tacito tra le parti e una divisione degli stadi: il nuovo palazzetto a Portello al Milan mentre lo storico Meazza all’ Inter. Ma se così non fosse? Che cosa ne sarebbe di San Siro? Il rischio è che, perdendo la metà delle partite, lo stadio simbolo di Milano si trasformi nella vera cattedrale nel deserto della città. Altro che Expo. E poi ci sono i cittadini. I residenti dell’ area del Portello sono infatti convinti che «nella nostra battaglia abbiamo al nostro fianco tutta la maggioranza e gran parte dell’ opposizione del Consiglio Comunale». La realtà è che, nell’ aula di piazza Scala, a oggi regna solo una gran confusione. A dimostrarlo sono le parole dell’ assessore allo Sport Chiara Bisconti che ieri ha commentato il primo passo di Fondazione Fiera aprendo uno spiraglio di speranza per i rossoneri e sottolineando come «un secondo stadio possa essere un grande valore aggiunto per la città». Più cauta, invece, la vice sindaco e assessore all’ Urbanistica Ada Lucia De Cesaris secondo cui «la decisione di Fiera non significa che l’ opera sarà realizzata: ora sarà infatti necessario il confronto in giunta e in Consiglio, nonché l’ approfondimento di tutti i rilievi avanzati dai cittadini». La guerra però sembra essere aperta. «Ora inizia la vera battaglia», hanno commentato dal Comitato «No Stadio al Portello». «Ci appoggeremo al Codacons e al Consiglio Comunale per dare battaglia», hanno spiegato i residenti, «è una vergogna. Questa è una sconfitta per Milano e i milanesi». «La giunta deve dirci la sua fondamentale opinione», ha contestato il consigliere di Fratelli d’ Italia Riccardo De Corato «loro pensano che l’ opposizione gli toglierà il problema, ma si sbagliano. È giusto che ora escano allo scoperto e dicano cosa Pisapia ha deciso quando ha incontrato Barbara Berlusconi a Palazzo Marino». Insomma, il progetto del nuovo stadio potrebbe non vedere la luce tanto presto. Troppe le incognite, troppi i malumori, a cui si è aggiunto anche quello del gruppo Prelios, il gruppo immobiliare primo escluso dalla gara, che ora sarebbe intenzionato a fare ricorso. Si annunciano tempi lunghi Smentito l’ accordo tra Comune e Inter per la ristrutturazione di San Siro. De Cesaris: «Ora confronto fra Giunta e Consiglio»Il mistero del patto Thohir-Pisapia per il Meazza.

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