Il ministro De Castro: come generare esiti positivi sul consumo
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fonte:
- Gazzetta del Sud
“Siamo in una situazione ormai insostenibile e, in assenza di interventi appropriati, l`aumento sui consumi alimentari delle famiglie si potrebbe attestare a 445 euro in più all`anno, 160 euro all`anno solo per le carni, che sono aumentate dell`11%“ nell`arco di due mesi, in particolare da novembre 2007 a gennaio scorso. Abusbef e Federconsumatori sottolineano così la necessità di “eliminare le speculazioni e superare le inefficienze, attraverso processi di razionalizzazione dell`intera filiera“. Ricordando la denuncia anche da parte delle associazioni dei produttori, di “un moltiplicatore insopportabile del prezzo iniziale, che fa lievitare di 4-5 volte il prezzo finale“ per i vari tipi di carne così come per i prodotti agroalimentari in generale, le due associazioni di consumatori fanno un pò di conti. “In buona sostanza dicono non è possibile che, esemplificando una spesa di 130-140 euro mensili per le varie carni al dettaglio, tale importo sia superiore di circa 5 volte rispetto a quanto costa al produttore, e cioè di circa 27 euro; oppure che, in termini generali, su una spesa a famiglia di 500 euro al mese, almeno 400 vadano alla trasformazione ed all`intermediazione. Questo sistema inefficiente concludono fa sì che le famiglie italiane continuino a vedere eroso il loro potere di acquisto“. Dal canto suo, il ministro per le Politiche Agricole, Paolo De Castro, a margine dei lavori del tavolo della filiera zootecnica, ha osservato: “I prezzi cominciano a calare, ma è bene ricordare che fenomeni di questo tipo non generano mai immediatamente risposte positive sui consumi“. Questo ritardo nella flessione dei prezzi, ha aggiunto il ministro, “è un problema che purtroppo si verifica spesso, non solo nei prodotti alimentari ma anche ad esempio nel petrolio“. In termini generali, ha detto ancora De Castro, “efficienza di filiera significa mettere d`accordo tutte le categorie affinché queste riduzioni possano generare esiti positivi sul consumo. Naturalmente, stiamo lavorando in tandem con il garante dei prezzi, Antonio Lirosi, per cercare di avere informazioni corrette. Per questa ragione ha esortato invito tutti gli organi di informazione, a riferirsi ad elementi e dati certi“. Per monitorare l`andamento dei prezzi, ha aggiunto De Castro, “ricordo che sono stati realizzati 67 punti di controllo, fondamentali per poter analizzare i fenomeni dell`andamento prezzi. Inoltre sottolineo, che i prezzi della carne avicola hanno subito per esempio, nei mesi scorsi, una impennata, ma tutto ciò ha sottolineato era una conseguenza di una situazione drammatica di crisi legata all`influenza aviaria“. In questo momento, ha ricordato ancora il ministro, stiamo lavorando sia con il piano di filiera per le produzioni zootecniche (in particolare suine e bovine), sia su quei fenomeni di inefficienze nell`ambito dei quali possiamo rafforzare i due classici anelli deboli: gli agricoltori e i consumatori. “A questo punto ha concluso per quanto riguarda l`andamento dei prezzi delle carni nel loro complesso, ci aspettiamo dalla Gdo un aiuto, per generare subito verso il consumatore un miglioramento“. E al termine del tavolo zootecnico il garante per la sorveglianza sui prezzi Antonio Lirosi, ha puntualizzato: “Nell`ambito del tavolo della filiera zootecnica le associazioni del settore hanno espresso preoccupazione per l`andamento dei prezzi della carne bovina“. Ulteriori tensioni dei prezzi su questo comparto particolare, ha aggiunto Mister Prezzi, “sarebbero causate, secondo le associazioni, da situazioni sanitarie e zootecniche che hanno origine in altri paesi europei“. E in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, rileva: “Gli incrementi di prezzo registrati nell`ultimo periodo nel settore carni, e che superano il 10% solo per il pollame, hanno determinato una sostanziale modifica delle abitudini alimentari degli italiani i quali, di fronte ai rincari, hanno tagliato i consumi“. In questo modo, sottolinea, “diminuisce dalle tavole delle famiglie la carne bovina (-4%), suina (-7%) e pollame (-6,5%)“. Quindi, per frenare questa tendenza “è indispensabile punire le speculazioni che determinano forti rincari dagli allevamenti agli scaffali dei supermercati e riportare i prezzi della carne a livelli più accettabili“. Ma non solo: “per consentire alle famiglie di non far mancare la classica fettina dalle proprie tavole conclude il presidente del Codacons la prima mossa è senza dubbio tagliare la filiera, causa di ricarichi sui prezzi vertiginosi e del tutto ingiustificati“.
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