Il ministro Boschi dai magistrati potentini
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fonte:
- laGazzettaDelMezzogiorno.it
ROMA – Maria Elena Boschi sarà ascoltata nel primo pomeriggio a Roma dai magistrati di Potenza che indagano sull’ impianto di Tempa Rossa. Il ministro per i rapporti con il Parlamento verrà sentita come persona informata sui fatti, in relazione all’ emendamento inserito nella legge di stabilità. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, non è stata invece ancora calendarizzata l’ audizione dell’ ex ministro dello Sviluppo Ecomonico Federica Guidi, che di quell’ emendamento parlò in una telefonata con il suo compagno. IL CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO CONTRO LA BOSCHI – Con un esposto presentato oggi alla Procura della Repubblica di Potenza il Codacons ha chiesto ai magistrati di estendere le indagini e verificare le responsabilità del Ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, relativamente alla vicenda di Tempa Rossa che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi. «Dopo le allarmanti notizie emerse in questi giorni sui quotidiani, e i retroscena secondo cui vi sarebbero state pressioni dirette da parte delle compagnie petrolifere sul Ministero, sulla stessa Boschi e sui suoi collaboratori più stretti, finalizzate a far approvare il famoso emendamento nella forma più gradita ai petrolieri, è necessario che la magistratura chiarisca il ruolo svolto dal Ministero per i rapporti con il Parlamento», spiega l’ associazione. «Da quanto riportato prepotentemente agli onori della cronaca da tutti i media, stampa e siti , – si legge nell’ esposto – sembrerebbero aprirsi nuovi scenari e nuovi possibili coinvolgimenti in relazione all’ approvazione dell’ emendamento alla legge di stabilità 2015, che avrebbe ‘sbloccatò anche il progetto ‘Tempa rossà». Ancor «più anomale» – scrive l’ associazione – le dichiarazioni che il ministro avrebbe rilasciato: «Il ministro per i rapporti con il Parlamento, cioè io, da regolamento deve autorizzare tutti gli emendamenti del governo». Viceversa secondo il Codacons «nella realtà dei fatti il Ministro per i rapporti con il Parlamento non deve per regolamento autorizzare tutti gli emendamenti bensì «autorizzare la presentazione da parte dei Ministri nel corso dei procedimenti di esame parlamentare di emendamenti del Governo». Il Codacons chiede alla Procura di Potenza di «valutare l’ estensione delle indagini nei confronti del ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, accertando eventuali responsabilità e il possibile configurarsi di fattispecie penalmente rilevanti come il reato di concorso in corruzione». M5S: DE FILIPPO SI DIMETTA – «Credo che sia sempre più difficile per il sottosegretario De Filippo continuare ad essere parte del governo». Lo dice la parlamentare Mirella Liuzzi (M5S), alla luce delle intercettazioni apparse in questi giorni sulla stampa lucana relative all’ inchiesta Eni e Tempa Rossa in Basilicata. «Dalle telefonate – aggiunge – emergerebbe e sembrerebbe che De Filippo, ex presidente della Regione Basilicata e attuale sottosegretario alla Salute del governo Renzi, abbia abusato del proprio ruolo istituzionale, utilizzando i rapporti con Eni e anche con l’ ex sindaco Vicino di Corleto Perticara già ai domiciliari per corruzione, truffa e abuso d’ ufficio per ritorni personali. Nonostante abbia governato una regione con la più alta incidenza di tumori è stato scelto dal premier Renzi come sottosegretario al Ministero della Salute. Nel suo curriculum anche il rinvio a giudizio per la vicenda rimborsopoli». «Ciò che sta emergendo in questi giorni – conclude Liuzzi – è la conferma definitiva che il sottosegretario lucano del Pd non può continuare ad operare ancora nelle istituzioni».
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