Il ministero rinuncia a dichiararsi parte offesa
-
fonte:
- Il Fatto Quotidiano
tragedia ponte morandi – la scelta del capo delle infrastrutture toninelli: oggi nessuno in tribunale per l’ incidente probatorio
Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha deciso che il governo non si dichiarerà parte offesa all’ incidente probatorio per il crollo del ponte Morandi di Genova, nel quale sono morte 43 persone il 14 agosto scorso. L’ indiscrezione è confermata da più fonti autorevoli ma non è stato possibile contattare i portavoce di Toninelli. L’ incidente probatorio si apre questa mattina a Genova alle 9,30. Per prevenire contestazioni e l’ afflusso di curiosi il presidente del tribunale ha disposto un servizio d’ ordine gestito dai carabinieri e dalla società di vigilanza che si occupa della sicurezza del palazzo di Giustizia. L’ udienza si svolgerà a porte chiuse nell’ aula bunker e potranno partecipare i familiari delle vittime e i feriti, insieme ai legali, oltre che i 22 indagati. Tra le numerose persone sotto indagine c’ è anche l’ amministratore delegato di Autostrade per l’ Italia Giovanni Castellucci. Il giudice per le indagini preliminari Angela Nutini, dopo avere verificato la correttezza delle notifiche alle persone interessate, conferirà l’ incarico ai tre periti nominati lo scorso 13 settembre e darà un termine per le conclusioni (per un periodo che va da 30 giorni a 3 mesi). Una così ampia partecipazione fa risaltare la apparentemente inspiegabile decisione di Toninelli, le cui motivazioni non è stato possibile verificare ieri sera con le fonti ufficiali del ministero. Addirittura è riuscita a ottenere l’ ammissione all’ incidente probatorio l’ associazione di consumatori Codacons. Non è chiaro se Toninelli abbia condiviso la sua decisione con Palazzo Chigi, dove peraltro in queste ultime ore l’ attenzione è più che altro rivolta alla messa a punto della manovra finanziaria. Sicuramente la decisione disertare l’ incidente probatorio appare in contrasto con l’ atteggiamento preso da tutto il governo all’ indomani del crollo, quando è stata affermata con nettezza la responsabilità del gruppo Atlantia, cioè della concessionaria, ed è stata annunciata senza tentennamenti la decisione di revocare la concessione. Il clamoroso passo indietro di questa mattina va forse letto alla luce di un’ altra mossa decisa da Toninelli in queste ore. Il ministro delle Infrastrutture ha chiesto all’ Avvocatura generale dello Stato di assumere la difesa dei tre alti dirigenti indagati per il crollo di Genova. Si tratta del direttore della struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali Vincenzo Cinelli, del suo predecessore Mauro Coletta e del provveditore alle opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Val d’ Aosta Roberto Ferrazza. I tre dirigenti, nell’ ipotesi investigativa che è per ora del tutto preliminare, sarebbero corresponsabili in diversi modi con la concessionaria della mancata manutenzione del ponte Morandi e della mancata prevenzione della tragedia del 14 giugno. La mossa di Toninelli di chiedere all’ Avvocatura dello Stato di scendere in campo potrebbe significare che i tre alti dirigenti indagati, o chi per loro, potrebbero aver convinto il ministro pentastellato a schierare il ministero, e quindi il governo e lo Stato, al loro fianco. Allo stato attuale si potrebbe prefigurare una situazione imprevedibile fino a pochi giorni fa, cioè che il governo pentaleghista, dopo le severe dichiarazioni dei primi giorni, potrebbe portare lo Stato dentro il processo per la strage del ponte di Genova non come parte offesa ma schierato al fianco degli avvocati difensori della società Autostrade.
giorgio meletti
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
