30 Marzo 2013

«Il ministero dica se fanno male, sì al divieto nei luoghi pubblici»

«Il ministero dica se fanno male, sì al divieto nei luoghi pubblici»

 

SETTORE NEL CAOS, MANCANO NORME CHIARE Carlo Rienzi (Codacons) I CONSUMATORI Regole certe su un fenomeno in forte crescita per salvaguardare la salute dei cittadini e per tutelare chi ha deciso di investire in questo settore. A chiederle sono le associazioni dei consumatori. «Al momento non c’ è una regolamentazione specifica nè informazioni certe sulle eventuali ricadute per la salute. Serve più chiarezza – afferma Massimiliano Dona, segretario generale dell’ Unione nazionale dei consumatori – Siamo contrari alla logica dell’ introduzione di una tassazione solo per fare cassa ma chiediamo che gli organi preposti diano delle informazioni certe su come viene considerata l’ e-cig. I consumatori devono sapere se è una valida alternativa al fumo tradizionale o se fa male. Finora dal ministero della Salute non abbbiamo avuto risposte chiare. Al momento questa realtà è senza regole. Chiediamo delle norme specifiche soprattutto per quanto riguarda gli aromi». Carlo Rienzi, presidente del Codacons, sottolinea che «nel settore, regna il caos per l’ assenza di disposizioni normative valide su tutto il territorio. Alcuni comuni e aziende hanno emesso disposizioni e circolari circa l’ utilizzo di tale prodotto, ma manca una legislazione nazionale». Per il Codacons, inoltre, i divieti vigenti per le sigarette normali devono valere anche per quelle elettroniche, ossia l’ uso delle stesse deve essere vietato in tutti i luoghi pubblici. In tal senso chiediamo alle autorità sanitarie di attivarsi. Al tempo stesso lanciamo l’ allarme circa possibili manovre di contrasto da parte della lobby del tabacco, che potrebbe affossare sul nascere la nuova sigaretta allo scopo di non perdere rilevanti quote di mercato». Secondo Carlo Pileri, esperto di consumerism, la sigaretta elettronica è favorita dalla crisi: «Una e-cig, infatti, costa tra i 25 e i 30 euro e le ricariche piccole 5 euro, e durano una settimana per un buon fumatore. Cinque euro contro i 35 di chi continua ad acquistare le sigarette tradizionali. E 30 euro in meno a settimana, significano 1.500 euro all’ anno di risparmio. Inoltre, la sigaretta elettronica si può fumare in aereo e al ristornate, non inquina e non dà fastidio agli altri». C. Aca. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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