30 Giugno 2005

Il ministero della Salute chiede ai Comuni le liste degli anziani «a rischio»

Ancora vittime per il caldo

Il ministero della Salute chiede ai Comuni le liste degli anziani «a rischio»



Ancora un altro bollettino di morte a causa del caldo e dell?afa. Sono quattro le morti di ieri in Italia direttamente collegate all?innalzamento delle temperature e degli alti tassi di umidità.
È successo nell?alessandrino con la morte di un uomo di 85 anni, e a Milano dove un novantenne ricoverato già da un paio di giorni a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute per l?afa non ce l?ha fatta.
Un?altro anziano, sempre a Milano, è stata trovato morto in casa: si tratta di un uomo di 81 anni. A Vercelli un pensionato ottentatreenne è stato trovato morto in casa: nella zona le temperature hanno toccato i 38-40 gradi.
Anche oggi, intanto, sono arrivate al ministero della Salute circa 400 le telefonate al numero verde 1500 per l?emergenza caldo. Gli operatori in queste ore hanno risposto alle richieste di aiuto, informazioni e richieste di indirizzi. Il presidente Ciampi ha annullato la visita in programma a Chieti e Teramo per non aggravare la situazione di emergenza.



Il governo è intervienuto ieri sull?emergenza caldo con un?ordinanza del ministro della Salute che impone ai Comuni di trasmettere alle Asl gli elenchi delle persone da 65 anni in su, in modo da prevenire e monitorare «danni gravi ed irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche».
Nella nota si legge che il provvedimento è necessario «per prevenire gravi danni alla salute delle categorie più esposte al caldo».
Il provvedimento (valido fino al 30 settembre) rileva infatti come le attuali condizioni meteorologiche stagionali, «caratterizzate da un anomalo innalzamento delle temperature e dei tassi di umidità, impongono di intervenire con tempestività su tutto il territorio nazionale».
Per questo motivo, continua l?ordinanza del ministro, «si rende indispensabile e urgente effettuare con immediatezza una iniziativa straordinaria e organica allo scopo di conoscere l?esatta entità, quantitativa e qualitativa, dei soggetti beneficiari degli interventi».
E quindi le Asl possono acquisire dalle anagrafi comunali e utilizzare anche senza il consenso (che sarebbe necessario in base alla legge sulla privacy) gli elenchi di tutte le persone di età pari o superiore a 65 anni.
Una volta completato l?elenco, le Asl, con la collaborazione della Protezione civile, promuoveranno «ogni e più opportuna iniziativa volta a prevenire e a monitorare danni gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche legate alla stagione estiva specie in favore di soggetti bisognosi, non autosufficienti o incapaci».
Da parte loro, invece, i Comuni «provvedono analogamente, anche attraverso servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto».
Le iniziative intraprese non convincono il Codacons. Per il comitato non servirebbe a nulla uno «sterile» elenco di tutti gli anziani, «indipendentemente dalle loro reali condizioni di salute».
Il Codacons ha chiesto al Ministero della salute e all?Istituto superiore di sanità di effettuare un conteggio «serio» sull?aumento del numero degli anziani morti per il caldo, «aprendo un?inchiesta come quella effettuata nel 2003». Secondo il Codacons gli anziani che muoiono ogni giorno per il caldo sono molti di più rispetto a quelli annunciati sui giornali.
Quello chiede il comitato è una lista compilata dai medici curanti, con i pazienti a rischio per patologie e condizioni fisiche e un conteggio «serio» del numero degli anziani morti per il caldo
Le alte temperature ieri hanno reso difficile anche prendere l?aereo. A Fiumicino si sono dovuti cancellare dei voli e alcuni hanno subito dei ritardi a causa della fitta nebbia che ha avvolto lo scalo romano dovuta al caldo e all?umidità.
In serata, dopo il grande caldo che in alcuni casi ha sfiorato i 40 gradi, come previsto sono arrivati i pri i temporali.
In alcuni casi dei veri e propri nubifragi soprattutto al Nord. In Lombardia alberi caduti e forte vento a Brescia, Lecco e Como. In Valtellina ci sono stati allagamenti di scantinati e di sottopassaggi.
In Friuli, secondo la confcommercio di Udine, la grandine ha causato danni alle auto per 9 milioni di euro.

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