31 Gennaio 2008

Il ministero apre l`indagine, ok di aziende e consumatori

Mister Prezzi fa il suo esordio operativo e punta il dito contro la fiammata di rincari delle carni, in particolare del pollame. Su sua segnalazione la prossima settimana il ministero delle Politiche Agricole convocherà le categorie produttive del settore per una prima disamina sulle ragioni degli aumenti. Una tabella di marcia che trova il consenso delle organizzazioni agricole e di quelle dei consumatori, e che rilancia per il prossimo futuro il ruolo di Antonio Lirosi, il Garante per la sorveglianza nominato pochi giorni fa (il 15 gennaio) dall`ex presidente del consiglio Romano Prodi. Estremamente positivo il commento della Coldiretti, che plaude a “Mister Prezzi“ e presenta subito il conto della corsa dei prezzi. Nel settore carni, denuncia l`organizzazione, “è diventata insostenibile la forbice tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo, con prezzi che dalla stalla alla tavola aumentano di oltre 5 volte per il coniglio e fino a 20 per altre tipologie di prodotti come ad esempio prosciutto e maiale“. Per non parlare del +430% per delle carni di coniglio nel tratto stalla-tavola. Positivo, com`era intuibile, anche il parere della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che chiede di “fare chiarezza per contrastare gli aumenti artificiosi e le speculazioni“. D`altro canto, ricorda, “sono stati proprio i rincari a produrre nel 2007 una frenata nei consumi di carne bovina (-3,8%) e suina (-4,7%). Riuscendo ad archiviare per quest`ultima, sottolinea, addirittura un aumento del 540% tra la stalla e la tavola. Mano alla calcolatrice anche per le organizzazioni dei consumatori. Tra queste il Codacons, il quale analizza proprio i dati relativi al pollame, settore particolare passato sotto la lente d`ingrandimento di Mr Prezzi. Nel 2007, ricorda il presidente dell`associazione Carlo Rienzi, “il prezzo al dettaglio del pollame ha fatto registrare un incremento medio del 10%“. Ma, osserva più in generale, “è anche bene sapere che gli aumenti registrati nell`ultimo anno nelle carni sono riusciti a determinare un sostanziale cambiamento delle abitudini alimentari degli italiani“. Gli aumenti dei prezzi della carne, fanno sapere anche Adusbef e Federconsumatori, “non trovano alcuna giustificazione; e tutto ciò comporterà un esborso per le famiglie italiane di 14 euro in più al mese, pari a 168 euro in più all`anno“. “Ci incontreremo il 6 febbraio“, ha annunciato ieri il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro, “perché vogliamo vederci chiaro e assicurare la massima trasparenza sia ai consumatori che alle imprese del settore. Vogliamo difendere la carne italiana con l`obbligo di etichettatura d`origine della carne avicola“. &nbsp.
( Giornale di Vicenza, Il del 31/01/2008 )

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