22 Luglio 2012

Il Milan rimborsa gli abbonati delusi

Il Milan rimborsa gli abbonati delusi

Zlatan Ibrahimovic dal Milan al Psg Non soddisfatti e rimborsati. Nell’ attesa di reperire sul mercato le controfigure di Ibrahimovic e Thiago Silva (cloni non ne esistono), Adriano Galliani tampona la delusione dei tifosi: «Ho parlato con il presidente Berlusconi – spiega l’ ad rossonero – e fin da ora il Milan è disponibile a rimborsare gli abbonamenti sottoscritti da chi non è soddisfatto della campagna acquisti. Vogliamo uno stadio tutto rossonero che condivida il modo d’ operare della società». Nel pomeriggio, l’ associazione di consumatori Codacons aveva annunciato un esposto all’ Antitrust per pubblicità ingannevole: la campagna abbonamenti, con i rinnovi, s’ era aperta il 4 giugno, quando in cartellone c’ erano ancora i faccioni di Thiago e Ibra. Chi non è felice sarà dunque rimborsato, come nella vendita dei prodotti in tv. Saranno felici i consumatori, ha esultato il Codacons subito dopo la decisione del Milan: «Galliani ha vinto il derby della correttezza con l’ Inter», visto che uguale rivendicazione fu fatta tempo fa contro Moratti, senza effetto. Difficile restituire comunque il sorriso ai tifosi, perché la sostanza non cambia: qui non entreranno più top player, è stato il vero annuncio chock dell’ ad, un paio di giorni fa. Da via Turati partivano chiamate internazionali per Ronaldinho, Ibra e Tevez, ora, mormora una bella fetta di popolo, al massimo si fa un’ interurbana per Matri. L’ incombente fair play finanziario dell’ Uefa ha levato il posto ai sogni. «Siamo all’ anno zero del Milan», ha ribadito Massimiliano Allegri, non fosse chiaro. «Se un tifoso fa un abbonamento allo stadio per vedere le stelle della propria squadra e poi queste vengono vendute, ha il diritto di farsi restituire i soldi», era andato all’ attacco il Codacons. Mica solo: Thiago Silva e Ibra erano scritturati al momento dei rinnovi, ma pure il 4 luglio, quando era scattata la libera vendita, se è vero che il brasiliano è stato impacchettato per il Paris St Germain il 14, e lo svedese quattro giorni più tardi. A questi livelli, per motivi del genere, è una decisione mai vista. Al massimo, il presidente del Cagliari Cellino rimborsò una quota degli abbonamenti per l’ inagibilità dello stadio «Sant’ Elia», che costrinse la squadra a emigrare a Trieste, sul finale della stagione scorsa. Altrimenti si scivola nel folklore: come quando, nell’ ottobre 2010, lo stesso Cellino sbottò: «Se non facciamo meglio della Lazio, rimborso l’ abbonamento». Al Milan hanno giocato d’ anticipo. Codacons soddisfatto: «I rossoneri hanno vinto il derby della correttezza con l’ Inter»
[m.ner]
 
 

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