8 Giugno 2011

Il mercato ortofrutticolo perde quota e soldi a causa dell´ennesimo problema nazionale

 Autorità sanitarie sulla graticola dopo l’ allarme "Batterio killer" scoppiato in nord Europa. Il Codacons, ha infatti presentato un esposto alle Procure della Repubblica di tutta la Sicilia. Per l’ associazione a tutela dei consumatori le misure a tutela della salute dei cittadini adottate dal ministero della Salute e dalle altre autorità sanitarie vengono ritenute "assolutamente inadeguate e insufficienti". "Il ministero – si legge nell’ esposto dell’ associazione – continua a minimizzare, sottolineando che non è giustificato l’ allarmismo verso il consumo di ortaggi crudi, e si limita a diffondere alcune norme di prevenzione che coincidono con le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare. A fronte del quadro generale, tali misure sembrerebbero insufficienti e inadeguate". Le rassicurazioni secondo le quali sarebbe sufficiente per evitare il batterio di escherichia coli lavare bene l’ ortofrutta non convincono il Codacons. "Servono – dichiara Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – controlli a tappeto sugli alimenti destinati all’ uomo e agli animali provenienti dall’ estero, al fine di individuare subito i prodotti contaminati ed evitare il diffondersi dell’ epidemia anche nel nostro paese". E se i consumatori piangono, i produttori certo non ridono. Naturale, sebbene non razionalmente giustificabile, il crollo delle vendite di alcuni prodotti locali. Confagricoltura cerca una soluzione ai danni causato da un allarmismo definito "infondato". "Accogliamo positivamente – afferma il presidente Sandro Gambuzza – l’ intenzione annunciata in sede Ue di proporre risarcimenti finanziari ai produttori ortofrutticoli, le cui vendite sono crollate in seguito all’ epidemia, fortemente danneggiati sul fronte dell’ export, ma anche dei consumi interni. Le vendite continuano a scendere e per questo chiediamo che il settore possa ottenere i giusti e solleciti risarcimenti economici". Ragusa, del resto, è la prima provincia produttrice di ortaggi in Italia ed è facile comprendere come la vicenda europea possa causare dalle nostre parti preoccupazioni economiche non indifferenti. "Come associazione degli imprenditori agricoli ragusani – prosegue Gambuzza – chiediamo che venga fatto il punto sulla gestione sanitaria dell’ emergenza, ma anche sotto il profilo della gestione dei mercati, per arrivare a poter contare su un quadro globale e reale delle perdite subite dai produttori ortofrutticoli.
 

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