Il mercato del latte finisce sotto la lente dell’ Antitrust
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Dinamiche contrattuali, meccanismi di «trasmissione» dei prezzi lungo la filiera, eventuali pratiche sleali e grado di concorrenza tra gli operatori. Sono i quattro aspetti chiave del mercato del latte su cui l’ Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di accendere i riflettori. L’ intervento dell’ Antitrust è previsto dal decreto Martina, recentemente approvato dal governo, per sostenere il sistema italiano nella difficile sfida del dopo-quote (in pensione dal 31 marzo), in una condizione caratterizzata dalla estrema volatilità dei prezzi a livello mondiale con un impatto pesante sulle imprese italiane. L’ indagine parte dunque dalla valutazione delle difficoltà denunciate dagli allevatori (la Coldiretti ha portato in piazza due volte i produttori per sensibilizzare sulla crisi delle stalle) e dalle novità normative (il regolamento Ue del 2012 meglio noto come «pacchetto latte» e il decreto legge del Mipaaf). Lo stato di crisi del latte italiano, che secondo gli allevatori è dovuto allo scostamento tra i prezzi al consumo e quelli incassati in stalla, «potrebbe essere riconducibile – sottolinea l’ Authority – a specifiche problematiche di funzionamento delle dinamiche concorrenziali e di mercato dei diversi settori collegati verticalmente lungo la filiera produttiva, idonee ad incidere sui meccanismi di trasmissione dei prezzi lungo la filiera stessa». L’ analisi individua tra le cause anche il basso livello di concentrazione dell’ offerta della materia prima che può generare «uno squilibrio del potere di negoziazione nell’ ambito delle relazioni commerciali tra agricoltori e latterie, favorendo l’ adozione di condotte commerciali sleali astrattamente valutabili ai sensi dell’ articolo 62 del D.L. n.1/2012». D’ altra parte la scelta del decreto latte di offrire maggiori garanzie contrattuali ai produttori trova un assist nella normativa comunitaria. «Anche il pacchetto latte – ricorda l’ Autorità garante della concorrenza- aveva previsto, in deroga alle norme di concorrenza, accordi di prezzo tra produttori (nellambito di Organizzazioni o Associazioni ) per la negoziazione con l’ industria di trasformazione». Un intervento adottato da Bruxelles per favorire la stabilizzazione del mercato, dopo la fine del vecchio regime, e dei redditi dei produttori e garantire così la trasparenza. Queste dunque le valutazioni che hanno convinto l’ Antitrust ad avviare una indagine accolta con favore dalle organizzazioni agricole. La Coldiretti ricorda che, insieme al Codacons, aveva già presentato un esposto con la richiesta di far luce sugli abusi di dipendenza economica ai danni di produttori di latte fresco, così come già accaduto in Francia e Spagna dove sono scattate pesanti multe. Anche Agrinsieme, il coordinamento di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle coop agroalimentari, preme per una maggiore chiarezza sui rapporti di filiera. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
annamaria capparelli
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