30 Marzo 2011

Il mercato boccia l’ aumento di Ubi A piazza Affari tonfo dei big bancari

■■■ Banche sotto pressione a piazza Affari sui timori di nuovi aumenti di capitale per rispondere alle più stringenti norme di Basilea 3. A guidare i ribassi è Ubibanca, che ha chiuso con un tonfo del -12,3%. Dopo l’ aumento da 1 miliardo di euro, il titolo ha subito il taglio del giudizio da Nomura, SocGen, Intermonte, Banca Leonardo, Equita e Akros. A seguire Bpm (-7,06%), nel giorno in cui il cda doveva esaminare la situazione patrimoniale e l’ ipotesi di ricapitalizzazione, e Banco Popolare (-6,9%), già penalizzato alla vigilia da alcuni report dopo i risultati di bilancio. Giù IntesaSanpaolo (-4,53%) e Unicredit (-3,68%). Più contenuto il calo di Mediobanca (-1,37%) che ieri ha riunito il comitato nomine per indicare la lista dei sindaci in Generali, e di Mediolanum (0,49%) che nel 2010 ha registrato una lieve crescita dell’ utile e della cedola. Male anche Mps (-4,55%), nonostante l’ utile migliore delle attese che ha consentito di remunerare gli azionisti. Mossa piaciuta, ovviamente, alla Fondazione Mps: «E’ necessario compiere ulteriori sforzi di crescita» ha detto Gabriello Mancini, presidente dell’ ente che controlla l’ istituto di Rocca Salimbeni. La banca vale l’ 80% degli asset della Fondazione che, però, con 500 milioni di euro di attivi liquidi non pare attrezzata per eventuali rafforzamenti patrimoniali. E come se non bastasse il mondo bancario è finito di nuovo nel mirino delle associazioni dei consumatori. Al centro dell’ ennesimo scontro il costo dei conti correnti. Ieri il direttore generale dell’ Abi, Giovanni Sabatini, si è messo il giubbotto antiproiettile in commissioneprezzialSenato. Secondo il dg dell’ Assobancaria i costi dei servizi bancari sarebbero scesi negli ultimi anni. Ma alle statistiche Abi non hanno creduto, come al solito, Codacons e Adusbef.
 

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