1 Agosto 2012

Il mecenate “Mr Tod’ s” rifà il look al Colosseo

Il mecenate “Mr Tod’ s” rifà il look al Colosseo

 ROMA «Da splendida rovina a punto centrale per Roma e per il Paese». Parte ufficialmente il conto alla rovescia per l’ inizio dei lavori di restauro del Colosseo sponsorizzati con 25 milioni di euro dal Gruppo Tod’ s di Diego Della Valle. La posa della prima pietra non sarà il 31 luglio, come incautamente aveva annunciato il sindaco di Roma Gianni Alemanno nei giorni scorsi, ma ai primi di dicembre per una durata complessiva di 915 giorni, durante i quali il monumento resterà sempre aperto al pubblico. Quasi tre anni la durata complessiva dell’ intervento per riportare a nuova vita uno dei simboli dell’ Italia, che proprio nei giorni scorsi, si è scoperto, pende, come la Torre di Pisa, di quaranta centimetri nella parte Sud. Di questo, però, nell’ affollata conferenza stampa convocata ieri al Mibac con la partecipazione del ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, del primo cittadino della Capitale e del presidente Della Valle (sorridente e sollevato dalla decisione del Tar del Lazio di bocciare il ricorso del Codacons con cui si contestava il suo contratto di sponsorizzazione), non si è parlato. Per centrare piuttosto l’ incontro sul ruolo dell’ intervento dei privati nel restauro e nella valorizzazione del patrimonio artistico. «Una operazione innovativa – l’ ha definita Ornaghi riferendosi al nuovo look dell’ anfiteatro Flavio, marchio Della Valle – perché richiede il coinvolgimento attivo delle parti sane del Paese impegnate nella valorizzazione del nostro patrimonio storico. La presenza del mecenatismo è una novità importante, giacché vede il coinvolgimento del ceto imprenditoriale più illuminato per la valorizzazione e la co-tutela delle nostre ricchiezze artistiche. Stiamo cercando di disegnare il domani all’ insegna della partecipazione fra poteri pubblici e l’ area dei privati, puntando ad un processo di modernizzazione e di defiscalizzazione di tutto ciò che è mecenatismo, affinché la cultura sia un nuovo modello di sviluppo». «Quanto sta accadendo per il Colosseo – ha aggiunto Alemanno – deve essere di esempio per tutta Italia: è una vicenda emblematica perché si è consumata una sfida fra imprenditori vogliosi di contribuire. Una sfida esemplare fra le difficoltà e le potenzialità del Paese». In realtà, l’ intervento di marchi di vario genere nella tutela del patrimonio artistico italiano ha radici antiche. Laura Biagiotti, già nel 1998 ha contribuito al restauro della Cordonata del Campidoglio (progettata da Michelangelo) in collaborazione con il Comune di Roma e l’ Associazione Caput Mundi. E l’ effetto Colosseo fa girare la voce, non ancora confermata, di un possibile interesse di Renzo Rosso, l’ imprenditore vicentino dell’ abbigliamento patron della Diesel, nel restauro, ormai improcastinabile, del ponte di Rialto di Venezia. «In tutta Italia, anche nelle città di provincia e non solo nelle grandi città d’ arte – commenta Della Valle – ci sono opere d’ arte e monumenti bellissimi che vanno valorizzati. E sono fiducioso che gli imprenditori si attivino per fare la loro parte». «Questo è il momento di rimanere in Italia e sostenere il Paese in tutti i modi possibili», aggiunge il presidente del gruppo Tod’ s. Non lesinando stoccate a “chi va via o si lamenta del proprio paese in una strategia chiarissima di abbandono». «L’ Italia è qua e non si muove. Se ognuno farà bene il proprio lavoro ce la farà ma occupandosi in prima persona. Facciamo vedere al mondo quello che stiamo facendo anziché parlare di brutte macchine». I più maligni hanno pensato fosse un messaggio, non troppo velato, a Marchionne. Tornando al Colosseo, il restauro si svolgerà in 3 fasi, con gare di appalto diverse. «La prima, aggiudicata con un ribasso del 25,8% – ha spiegato la soprintendente ai Beni culturali Maria Rosa Barbera – interessa le parti settentrionale e meridionale del monumento. La seconda prevede un centro servizi e la terza il restauro degli ambienti interni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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