22 Marzo 2007

Il maxi spinello Turco incenerito dal Tar

La legge Fini-Giovanardi torna ad essere legge dello Stato. A riesumarla è stato il Tar, il tribunale amministrativo del Lazio, che ha annullato il decreto firmato dal ministro della Sanità, Livia Turco. E così, dopo la sospensione di qualche settimana fa, è arrivata anche la bocciatura piena del provvedimento che aveva innalzato da 500 milligrammi a 1 grammo la quantità massima di detenzione di cannabis, al di là della quale scattano le sanzioni penali. Giova ricordare che la Fini-Giovanardi prevede l`arresto anche per quei quantitativi che i “sostenitori“ di canna libera inquadrano come “uso personale“. I giudici della III sezione quater del Tar del Lazio, hanno infatti depositato le motivazioni della sentenza con la quale hanno accolto il ricorso proposto dal Codacons, dall`Associazione Articolo 32 e dall`Aidma (Associazione italiana per i diritti del malato). In virtù di questa decisione i giudici hanno annullato “il provvedimento impugnato“, si legge nella motivazione, “in quanto la motivazione dell`atto, peraltro esclusivamente orientata nell`ambito delle ragioni sanitarie, non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti tecnici specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione“. Insomma il cosiddetto “Decreto Turco“ non aveva ragione di esistere. La decisione dei giudici amministrativi del Lazio è stata accolta con grande soddisfazione dal centro destra che ha chiesto a gran voce le dimissioni del Ministro. Soddisfatto, ma non sorpreso, anche l`esponente dell`Udc, Carlo Giovanardi, secondo il quale la “decisione del Tar è un atto dovuto, nel momento in cui è apparso chiaro che questa decisione è stata assunta senza nessuna motivazione di ordine tecnico scientifico I giudici non potevano avvallare un raddoppio degli spinelli per uso personale come segnale politico ideologico senza nessuna motivazione scientifica, a maggior ragione dopo l`allarme dell`Indipendent che ha sottolineato gli effetti sempre più devastanti dell`uso della cannabis“. A difesa del Ministro è sceso in campo il titolare del dicastero della solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, il quale ha annunciato che “il Governo farà ricorso contro la decisione“, ma “che annullerà il decreto del precedente governo“. A mettere in discussione la linea del Governo è L`Italia dei Valori che, fedele alla sua posizione di rottura, chiede alla maggioranza “una riflessione su come affrontare il tema della droga, anzichè pensare di fare ricorso al Consiglio di Stato“, ha affermato la senatrice Silvana Mura. Nel mezzo si colloca invece la posizione del senatore dell`Ulivo Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, che chiede di “correggere e rivedere la Giovanardi-Fini e di procedere al più presto all`approvazione di una nuova legge sulle tossicodipendenze“. Sulla stessa lunghezza d`onda si posiziona, alla fine di una lunga giornata di meditazione, anche il ministro finito nell`occhio del ciclone. “Dobbiamo porci il problema, come Governo, di procedere sollecitamente alla modifica della legge Fini/Giovanardi“, afferma il ministro della salute Livia Turco, salvo poi cercare di limitare i danni sostenendo che “è necessario considerare l`annullamento anche del decreto “Berlusconi-Castelli“ che per primo stabiliva i quantitativi massimo di cannabis detenibili a uso personale“.

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