9 Settembre 2010

Il mattone torna ad attirare le famiglie più compravendite, è boom per i mutui

ROMA – Si torna a comprare casa, a chiedere mutui, a credere nel mattone. Il settore – in netta depressione da tre anni – nei primi mesi del 2010 ha dato segni di ripresa, anche se il ritorno al periodo pre-crisi sembra ancora lontano. Fra gennaio e marzo di quest´anno rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, le compravendite sono aumentate del 2,3 per cento e per i mutui stipulati il balzo è stato del 13,7 per cento. Lo segnala l´Istat che spiega anche come «per la prima volta dal 2007» ci siano variazioni con il segno più. Certo, il terreno da recuperare è tanto (solo un anno fa c´era stata una contrazione delle compravendite che superava il 16 per cento), ma l´edilizia dovrebbe avere un qualche effetto trainante. La ripresa è legata quasi esclusivamente al mercato delle abitazioni: delle oltre 190 mila transazioni effettuate nel trimestre, il 93,2 per cento ha interessato case, soffitte, posti auto; marginale (6,1 per cento) il mercato degli immobili ad uso economico (negozi e uffici). Non ci sono forti divergenze a livello territoriale, anche se il mercato cresce di più nel Nord-est (del 3,7 per cento) che nelle altre aree (Centro al 2,7, Sud al 2,6 per cento e Nord-ovest all´1,5). Quanto ai mutui, fra gennaio e marzo ne sono stati stipulati quasi 180 mila, di cui il 59 per cento con ipoteca: per l´Istat si tratta della conferma di una tendenza già notata alla fine del 2009, «comunque insufficiente» a recuperare i livelli pre-crisi. Ora si tratta di capire se la svolta segnalata è abbastanza forte o se siamo di fronte al naturale rimbalzo che segue un periodo critico. Gli esperti del settore restano cauti. Sulle compravendite – commenta l´agenzia immobiliare Gabetti – c´è «un timido segnale positivo, largamente atteso». Guido Lodigiani, capo dell´ufficio si dice ottimista, «ma senza trionfalismi». «Il primo trimestre 2009, insieme al quarto del 2008, era stato il momento più buio del mercato immobiliare – specifica – E´ chiaro che il confronto con il primo trimestre di quest´anno mostri un andamento positivo. Il dato sui mutui è sicuramente di buon augurio, qualora rappresenti un´inversione di tendenza nell´erogazione dei finanziamenti da parte delle banche». L´aumento dei contratti firmati, secondo Gabetti, è dovuto al «leggero e costante ridimensionamento dei prezzi, ma non si può dire che la situazione si sia sbloccata, soprattutto per le fasce deboli: giovani, famiglie mononucleari, stranieri». Qualche perplessità la solleva anche il Codacons: «Il rialzo dei mutui – secondo l´associazione di consumatori – non segnala affatto la ripresa, anzi è l´indice della crisi in atto» ed è legata «ai bassi tassi di interesse legati alla recessione». In pratica chi doveva chiedere un prestito ha aspettato il momento buono per farlo, tutto qui. Anzi, avverte il Codacons, «attenzione a non stipulare mutui a tasso variabile, solo perché in questo momento sono vantaggiosi, se poi non si è in grado di sostenere aumenti delle rate del 30 per cento e oltre».
 

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