2 Aprile 2012

IL MATRIMONIO

“Gli immigrati. Tra problematicità, sistemi di tutela e sistemi di sostegno” è un progetto finanziato dal Forum ANIA – Consumatori con l’intento di attivare un percorso di informazione, assistenza e supporto finalizzato all’esplorazione del “viaggio” intrapreso nel nostro paese e nel nostro ordinamento dal soggetto immigrato.

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Chi si sposa in Italia anche se straniero è soggetto alla legislazione Italiana in materia di diritto di
famiglia. Per sposarsi in Italia con un cittadino italiano o con un cittadino
extracomunitario, non è necessario avere il permesso di soggiorno, ma è
sufficiente un documento di identità in corso di validità (es. passaporto)

Il cittadino extracomunitario che vuole sposarsi in Italia deve richiedere presso il Consolato o l’Ambasciata del
suo Paese in Italia il nulla-osta alle nozze. Il nulla osta è una dichiarazione
dalla quale risulta che, in base alle leggi del proprio Stato, non esistono
impedimenti al matrimonio.
Una volta ottenuto il nulla osta alle nozze, è necessario recarsi presso
l’Ufficio legalizzazione della Prefettura per far autenticare la firma
dell’ambasciatore o del Console.

Se il cittadino straniero ha regolare permesso di soggiorno ed è residente in Italia, deve anche richiedere
il certificato di stato libero e di residenza con marca da bollo di 14.62 euro.
Bisogna tener presente che alcune Ambasciate o Consolati stranieri in Italia
non rilasciano il nulla osta al cittadino straniero se non è in possesso di un
permesso di soggiorno e di un passaporto.
In questi casi, visto che il nulla osta alle nozze è un documento necessario
per potersi sposare in Italia, il cittadino straniero dovrà recarsi nel proprio
paese per richiederlo presso gli uffici competenti.
Se ci si intende sposare secondo il culto cattolico o secondo altri culti
ammessi dallo Stato italiano sarà necessario fare una richiesta al parroco o al
ministro del culto che celebrerà il matrimonio.
Una volta ottenuto il nulla-osta, e dopo averlo legalizzato in Prefettura, il
cittadino straniero dovrà recarsi, insieme al suo futuro coniuge, all’Ufficio
Matrimoni dell’Anagrafe centrale del Comune di residenza (se non si ha la
residenza il comune sarà quello del cittadino con residenza) e presentare la
seguente documentazione:

·
documento di identità in corso di validità di
entrambi i futuri sposi;

·
certificato di nascita autenticato
dall’Ambasciata del Paese di provenienza;

·
nulla-osta rilasciato dal Consolato o
dall’Ambasciata;

·
certificato di Stato libero e residenza in bollo
se il cittadino straniero è residente in Italia.

·
se uno dei futuri coniugi è cittadino italiano,
questo potrà autocertificare la residenza e lo stato libero;

·
richiesta consegnata al parroco o al ministro
dell’altro culto che celebrerà il matrimonio.

L’Ufficiale dello Stato civile fisserà, quindi, l’appuntamento per il giuramento. Nel
giorno fissato per il giuramento ci si scambierà pubblicamente la promessa di
matrimonio dinanzi all’Ufficiale dello Stato civile. Al giuramento devono
essere presenti due testimoni per ciascun coniuge. In caso di testimoni
stranieri essi dovranno possedere un valido permesso di soggiorno.
Su richiesta dei futuri sposi stranieri è possibile richiedere la presenza di
un interprete.
L’Ufficio provvederà poi alla pubblicazione, cioè esporrà nell’Albo pretorio
del Comune un foglio con i nomi dei futuri sposi e il luogo in cui si sposeranno.

Trascorsi 8 giorni (comprendenti almeno 2 domeniche) dalla pubblicazione, l’Ufficio
Matrimoni rilascerà il certificato di avvenuta pubblicazione.

Questo documento dovrà essere consegnato, entro il termine di 180 giorni,
all’Ufficiale dello Stato civile presso il Comune di residenza per fissare la
data del matrimonio.

Esistono dei casi particolari nei quali ci sono delle differenze rispetto alle regole generali.

·
Stranieri riconosciuti rifugiati sotto la Convenzione di Ginevra

Se il cittadino straniero è stato riconosciuto rifugiato deve richiedere il nulla
osta all’A.C.N.U.R. (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati)
presentando un atto notorio fatto in Prefettura con l’indicazione di nome,
cognome, stato di provenienza e stato civile dei due testimoni con documento di
identità.

·
Cittadini USA

Se il cittadino è statunitense, al posto del nulla osta, dovrà presentare una
dichiarazione giurata resa davanti al Console U.S.A. con firma autenticata in
Prefettura, atto notorio reso davanti al Giudice unico e certificato di
nascita.


Separazione dei beni o comunione dei beni

Secondo la legge italiana tutti i redditi prodotti e i beni acquistati da uno dei coniugi dopo il matrimonio sono
di proprietà di entrambi i coniugi (comunione dei beni). Se gli sposi
preferiscono invece la separazione dei beni è necessario che lo dichiarino al
momento del matrimonio.

Matrimonio tra due cittadini stranieri irregolarmente presenti in Italia

Nel caso di due cittadini stranieri che non abbiamo permesso di soggiorno o residenza in Italia, il
matrimonio può essere celebrato solo presso l’Ambasciata o il Consolato del
proprio Paese nel territorio italiano.

In tale caso varranno le norme previste dal proprio Stato di appartenenza per i documenti necessari.
Il matrimonio, in questo caso, non da diritto ad un permesso di soggiorno
italiano.


Permesso di soggiorno per motivi familiari

Una volta contratto matrimonio con un cittadino italiano il cittadino straniero ha diritto al rilascio di un
permesso di soggiorno per motivi familiari, anche se prima del matrimonio era
un cittadino clandestino o irregolare.

Se possiede un permesso di soggiorno per qualsiasi altro motivo potrà richiedere la
conversione del proprio permesso in un permesso per motivi familiari utilizzando
il kit da spedire in Questura tramite gli uffici postali abilitati.

Se, invece, non possiede alcun permesso di soggiorno il cittadino straniero non può essere
espulso e può comunque chiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari
recandosi direttamente in Questura, Ufficio Centrale, per richiedere il
permesso.

In questo caso la documentazione da presentare:

·
marca da bollo da 14.62 euro.

·
foto formato tessera.

·
autocertificazione del cittadino italiano attestante la convivenza e l’avvenuto matrimonio.

·
fotocopia del passaporto

Questo permesso viene rilasciato solo dopo aver effettuato gli accertamenti sulla
reale convivenza presso l’abitazione dichiarata al momento della richiesta di
rilascio del permesso di soggiorno.
Una volta ottenuto il permesso di soggiorno per motivi familiari, il titolare
può lavorare, iscriversi ad un corso di studi, usufruire dell’assistenza
sanitaria, ecc.


Cosa succede se rifiutano il rilascio del permesso

Contro il rifiuto del permesso di soggiorno per motivi familiari si può presentare ricorso al giudice del
Tribunale del luogo in cui si risiede.

Gli atti del procedimento sono esenti da imposta di bollo e di registro e da ogni altra
tassa.


Revoca del permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno rilasciato è immediatamente revocato qualora sia accertato che al matrimonio
non è seguita l’effettiva convivenza, a meno che dal matrimonio non siano nati
figli. Bisogna tener presente che in caso di matrimonio di cittadino straniero con
cittadino italiano, la legge italiana prevede il diritto al rilascio della
“carta di soggiorno del familiare di cittadino Ue”, presentando in Questura
oppure inviando il kit tramite gli uffici postali abilitati, la stessa
documentazione prevista per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi
familiari.


Conversione del permesso di soggiorno

In caso di separazione legale, scioglimento del matrimonio o in caso di morte del familiare in possesso dei
requisiti per il ricongiungimento, il permesso di soggiorno per motivi
familiari può essere convertito in permesso per lavoro subordinato, per lavoro
autonomo o per studio.


La cittadinanza italiana per matrimonio

Il cittadino straniero coniugato con cittadino italiano non acquista la cittadinanza italiana automaticamente ma
deve presentare apposita richiesta presso l’ufficio della Prefettura. Questa
richiesta può essere presentata solo dopo che siano trascorsi due anni dalla
celebrazione del matrimonio purché chi presenta la richiesta sia regolarmente
residente da almeno due anni (un anno se se dal matrimonio sono nati figli).

Se il cittadino straniero coniugato con il cittadino italiano non possiede la
residenza dopo il matrimonio, appena ottenuto il rilascio del permesso per
motivi familiari, può chiedere l’iscrizione della residenza presso l’ufficio
Anagrafe del Comune.

Molti Uffici possono dare assistenza a domicilio se si appartiene a determinate categorie (disabili,
ultrasettantacinquenni).

Se, invece, vuoi ricevere informazioni tramite telefonicamente (informazioni e conteggi relativi al 730,
al Modello Unico, ai versamenti, al calcolo del bollo auto, a cartelle di
pagamento), senza doversi recare presso l’Ufficio, si può chiamare i segienti
numeri :

• 848.800.444:
rispondono gli operatori dei Centri di assistenza telefonica, aperti dal lunedì
al venerdì, ore 9.00 – 17.00, e il sabato, ore 9.00 – 13.00.

• 199.126.003:
per prenotare telefonicamente gli appuntamenti presso gli Uffici locali.

Inoltre, si può consultare
il sito internet www.agenziaentrate.gov.it, per informazioni fiscali,
modulistica, normativa, servizi on-line.

Va ricordato, infine, che nella
“Carta dei Servizi”, disponibile presso ogni Ufficio locale dell’Agenzia oltre
che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, si potranno trovare ulteriori
informazioni sui diritti e sui servizi che l’Agenzia offre.

 

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