“Il marito lavorò in una clinica collegata”
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fonte:
- Il Messaggero
Nuove accuse del Codacons al Policlinico. Altri 22 bimbi contagiati
ROMA – Test anche sui bimbi nati a gennaio e il numero di piccoli risultati positivi ai test sulla tubercolosi che continua a crescere. Ancora polemiche sul caso dell’ infermiera del Policlinico Gemelli che avrebbe contagiato i piccoli del nido. Sul piede di guerra il Codacons che convoca per il 14 settembre il presidente della Regione Lazio per avere chiarimenti: «Vogliamo sapere se è vero che il marito dell’ infermiera, malato dal 2004 di pleurite tubercolare, ha lavorato come operatore socio-sanitario presso Villa Speranza, struttura connessa al Policlinico Gemelli» chiede il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Renzi che ieri ha presentato ricorso al Tar sostenendo che la Commissione nominata da Renata Polverini «è illegittima per conflitto d’ interesse». Il Codacons ha anche chiesto ai pm romani che si occupano dell’ inchiesta di procedere per «epidemia e disastro colposo». Continua, intanto, a crescere il numero di bimbi risultati positivi (ma non malati): ieri si sono aggiunti altri 22 casi, per un totale di 79. Numeri che restano comunque più bassi rispetto alle previsioni: inizialmente si era parlato di 150 piccoli che sarebbero risultati positivi. Si tratta di 17 maschi e 5 femmine. Di questi, 1 bambino è nato a gennaio, 10 a febbraio, 4 a marzo, 3 ad aprile, 2 a maggio, 1 a giugno ed 1 a luglio. L’ Unità di coordinamento creata dalla Regione per controllare i bimbi, ieri ha deciso di avviare i controlli anche sui 266 piccoli nati a gennaio. Sono 146 gli appuntamenti già fissati. Il direttore del reparto di Neonatologia del Gemelli, Costantino Romagnoli, spiega intanto misure igieniche adottate. «Si tratta di misure previste nei protocolli internazionali – spiega – che sono normalmente sufficienti a proteggere i bambini». Sul presunto pericolo di epidemia interviene Giovanni Rezza, il direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’ Istituto Superiore di Sanità: «Le positività riscontrate finora – spiega l’ epidemiologo – possono essere superiori al numero atteso, ma si tratta pur sempre di positività e non di malattia contagiosa». Rezza sottolinea che «nella popolazione italiana, secondo i dati dell’ Oms, c’ è almeno un 12% di persone positive al microbatterio, ma la malattia ha un’ incidenza molto bassa nel nostro Paese, 4-5 mila casi l’ anno». Secondo l’ esperto, però, nel caso del Gemelli «c’ è stata una diagnosi tardiva che ha favorito il diffondersi dei positivi, anche sopra il numero atteso». L’ epidemiologo ricorda comunque che «i bimbi non sono malati e quindi non sono contagianti, per cui non si può parlare di epidemia». Polemiche anche nel mondo politico. Il deputato del Pd, Enrico Gasbarra, fa sapere che presenterà «un’ interrogazione urgente al vice ministro Fazio per capire il quadro generale dell’ epidemia che è esplosa al Gemelli, ma anche per sapere, con chiarezza, quali misure il ministero e la Regione vogliono mettere in campo». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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