Il mare non bagna Salerno, ma lo farà
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fonte:
- La Città di Salerno
di GERARDO MALANGONE Ieri, dall’ arco di Porta è sbucato, del tutto inatteso, il Favoliere, quello di Foggia, che viaggia, suscitando la meraviglia degli amici di Porta, i quali sanno che lui, d’ estate, non viene più a Salerno. Precisamente, dall’ estate 2006 quando la Iustitia arrestò un po’ di gente rea, disse, d’ inquinare nascostamente il mare: tant’ è, che quello, come per miracolo, tornò limpido come ai tempi belli. Fu allora che il Favoliere capì che pure la qualità del mare a Salerno è “gestita” e decise di non tuffarcisi più dentro. Memori di ciò, è stato spontaneo a molti chiedergli …ma come mai?, ..ecché ci fai, tu, qui?, …è succiéso qualcosa?.., e similaria. Ma lui ha detto, placido: «Niente, non m’ è successo niente, amici. Né ho cambiato idea: sono sempre convinto che l’ estate è sole, mare, seni e arenili dorati e che io non posso proprio passarla qui. È dal 2006 che il solo pensare a com’ è trattato il vostro mare mi fa venire una cos’ ‘e stòmmaco: lì dentro, disse la Lex, finivano pure più di centomillanta metricubi/dì di fanghi non trattati del vostro megadepuratore! Risultato? Un bel processo per disastro ambientale procurato, dice, da certi stessi soggetti che avrebbero dovuto evitarlo: del quale, dopo 8 anni, a settembre avrete la PRIMA sentenza, forse. Che dire? Forse che a voi, qui, di dorata, resta solo la zèppola… Orbene, se stasera son qui è perché vi voglio bene ma pure perché sono in missione per conto di “Greenpeace” per appurare se Salerno Opulenta è città europea oppur indoeuropea. È, infatti, davvero oscuro ciò che le capita: non ha più un’ industria o una ciminiera che fumi per qualcosa che cuoce, bolle, solidifica o si scioglie, eppure non può farsi un tuffo normale a mare: una cosa stranissima; che, se capita, un motivo l’ avrà. È per quello che sono stato inviato qui…». Allora Everardo, che di PN è il segretario eletto, sempre rieletto, ha fatto un cenno d’ intesa al Prof, che studia fenomeni ed epifenomeni, privati e collettivi, urbani e suburbani, e quello ha subito detto, dotto: «”Idola Specus!”, o anche “Fori!”, sono, baconianamente parlando, questi tuoi, o Favoliere cafone e nemico di Salerno! “Idola”, cioè pregiudizi, mali riflessi d’ una realtà che è, invece, buona e virtuosa! Non è chi non veda, infatti, che se noi portiamo qualche ritardo a mare è solo perché abbiamo dovuto prima pensare alle colline e alla città retrostanti. Hai visto tu le gru che abbiamo lì, lì, e lì, per quest’ eroica Trasformazione Urbana? Se avessimo prima curato il mare, mi dici come avremmo potuto buttare cemento là dietro, senza rischiare di sporcarlo di nuovo? Secondo te, se curi prima benbène la spiaggia alla Santa Teresa, le puoi, poi, rifilare, facilmente, un Crescente? Lo sanno tutti che c’ è una regola nel fare ordinatamente le cose, un iter, un protocollo metodo-logico: niuno fe’ mai una villa con piscina, partendo dalla piscina!». Allora, mentre Paolino, che legge ogni notizia sul pc, informava gli amici che il Codacons -che è parte civile nel processo del 2006, a differenza d’ altri soggetti istituzionali- ha di recente avanzata la provocatoria proposta di “proibire” sul serio ai Salernitanicives le spiagge non-balneabili (che sono in pratica tutte le cittadine) per motivarli di più contro chi gli “gestisce” il mare così male, a ruota di Genny e Ziotoni, i bicici, è corso l’ Abate Pino, giovane pio e di mirabile memoria, e ha detto: «La Sacrosanta Regola di Fra’ Soave da Soana lo disse, salmo 68: “Beati coloro che tengono il mare sporco ma pure i soldi per andare in Grecia o comprarsi la barca, perché vanno dov’ è bello, nuotano nel blu, s’ abbronzano di più. Ma più beati e cari al cielo son quelli che senza avere i soldi per godersi il mare sano o comprarsi la barca si sorbiscono sta broda senza mai protestare con chi gliela serve, perché sono anime sante che risparmiano il bagno penale pure a chi dei loro bagni nello schiumazzo non gl’ importa un cazzo».
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