17 Dicembre 2021

Il mare divora case e strutture balneari

CASAL VELINO. Il mare divora le spiagge del Cilento. Da Ascea a Casal Velino, ma numerosi danni si contano pure a Camerota e a Villammare frazione di Vibonati. Il maltempo delle ultime settimane non ha di certo risparmiato la costiera cilentana con disagi e ingenti danni a case, strade e strutture balneari. Problemi che sono venuti a galla negli ultimi giorni ma che si portano dietro ormai da diverso tempo, tanto che gli stessi residenti si chiedono che fine hanno fatto «gli ingenti fondi stanziati dalla Regione Campania, in questi anni, ai Comuni costieri del Cilento e come questi fondi sono stati impiegati». Gli stessi residenti a questo punto chiedono l’intervento urgente della Regione per la redazione di un piano strategico comune a tutti i paesi della costiera. «Non è più rinviabile, secondo noi, una soluzione adeguata all’erosione costiera nel territorio del Parco del Cilento. – sottolinea Bartolomeo Lanzara, responsabile Codacons Cilento – Le segnalazioni che ci sono giunte sono allarmanti. Dopo numerosi interventi economici, nelle zone più colpite del territorio cilentano ancora non si riesce a capire i fondi stanziati, in questi anni, dalla Regione ai Comuni costieri del Cilento come sono stati impiegati considerato gli scarsi risultati raggiunti». Infatti è bastato qualche giorno di intense piogge per mandare in tilt i paesi costieri con cedimenti che hanno interessato i vari lungomari mettendo in serio pericolo anche diverse abitazioni: «Ci sono 100 chilometri di coste. – afferma Lanzara – Un patrimonio che di anno in anno registra un costante restringimento. A pagare però non possono essere i cittadini che hanno il diritto di proteggere le loro abitazioni o strutture economiche. Il problema dell’erosione costiera nel Cilento è un problema atavico perché le responsabilità sono molteplici e vanno da una edificazione selvaggia e disordinata delle nostre coste cominciata negli anni Sessanta troppo spesso “tollerata” da chi doveva vigilare all’uso indiscriminato delle risorse naturali come è accaduto con l’estrazione di inerti lungo le foci dei fiumi o direttamente sulle spiagge». E quindi il Codacons, a cui si sono rivolti numerosi cittadini della zona costiera, rilancia e chiede: «Andrebbe aperta un’indagine tecnica per analizzare bene gli studi e le analisi già prospettate dal Cnr, Università e Autorità di Bacino e, finalmente, contrastare il fenomeno dell’erosione delle spiagge che stanno scomparendo». (nic. sal.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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