Il maltempo uccide pure nel Napoletano E Roma conta i danni
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fonte:
- il Riformista
Due morti in due giorni. Morti di maltempo. Dopo la vittima srilankese del nubifragio romano, ieri è toccato a Valeria Sodano, 24 anni appena, morta nottetempo a Pollena Trocchia, nel Napoletano, sui cui si è spostata ieri la perturbazione che aveva già messo in ginocchio la capitale. La giovane si trovava a bordo della propria auto, in compagnia di un’ amica. Era l’ una del mattino, e percorrevano via del Cimitero, quando è scoppiato il temporale. Un inferno di fronte al quale le due donne hanno commesso un errore: uscire dalla vettura. E Valeria è stata travolta da un fiume di fango che l’ ha scagliata contro le auto in sosta cento metri più giù. L’ amica si è salvata solamente perché si è aggrappata a un palo, ma la sua richiesta d’ aiuto è stata inutile: la ventiquattrenne era già morta quando è arrivata in ospedale. Napoli come Roma, dunque, almeno per certi versi. Stessa tempesta, scoppiata di notte, con l’ analoga eco dei centralini dei vigili del fuoco che squillavano senza sosta. A essere maggiormente colpita, l’ area Vesuviana precipitata al buio per un black out dell’ elettricità (come accaduto in alcune zone della capitale), e attraversata da colate di fango. E come a Roma, anche in provincia di Napoli c’ è chi pensa che la morte di ieri poteva essere evitata. «Gli alvei come quello che c’ è al di sotto di via Cimitero, molto spesso sono in stato di abbandono – ha spiegato il segretario dell’ Ordine dei Geologi della Campania Giuseppe Doronzo – La comunità dei geologi chiede con forza una politica di protezione civile attiva e per l’ ennesima volta segnaliamo come siano state ridotte le risorse economiche per la prevenzione nel nostro Paese». Un refrain che rimbalza periodicamente da un capo all’ altro dello stivale in occasione del ripetersi di episodi come questi, alla luce dei quali la possibilità ventilata nel decreto sviluppo, di rendere obbligatoria l’ assicurazione delle case contro le calamità naturali, appare quasi una beffa. Soprattutto mentre il bilancio dei danni, soprattutto nella capitale, è tutt’ altro che definitivo. Mentre la città, faticosamente, torna alla normalità, si fanno i conti di quanto dovrà essere ripristinato e risarcito, come delle lamentele. «La responsabilità del non aver agito dopo la segnalazione della Protezione civile è del sindaco Alemanno e della sua Giunta, che sono incapaci di governare la città», ha rinadito ieri il capogruppo pd in Campidoglio, Umberto Marroni, che lunedì in aula pretenderà «una relazione dettagliata e chiara sulle responsabilità e i relativi provvedimenti, perché il primo cittadino non può continuare con la usuale e irresponsabile pratica dello scaricabarile». Gianni Alemanno, però, è più impegnato a valutare i danni che ha giustificarsi in Consiglio, visto che i tempi per ottenere dalla Regione la dichiarazione dello stato d’ emergenza «sono legati alla definizione dei danni: una volta quantificati, quando superano un certo libello, quella diventa calamità naturale per la Protezione civile». Ma proprio sulla dichiarazione dello stato di calamità, le associazioni dei consumatori promettono battaglia. «Se la Regione Lazio o il Consiglio dei Ministri dovessero accogliere le richieste del sindaco Alemanno, sarà inevitabile un ricorso al Tar, perché il provvedimento in questione avrebbe un costo ingiusto a danno della collettività»: secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi, dunque, a pagare sarebbe sempre Pantalone. Ma dai magistrati, stavolta competenti in materia penale, sicuramente andrà il verde Angelo Bonelli che presenterà in Procura un esposto per disastro colposo: «La Protezione civile aveva inviato agli enti competenti una nota dettagliata ed estremamente circostanziata. Nella circolare del 14 ottobre inviata alla presidente Polverini e al Prefetto, è scritto a chiare lettere che "si ritiene opportuno nella pianificazione dell’ emergenza, l’ implementazione di adeguate e capillari modalità di informazione della popolazione, diretta responsabilità dei sindaci", in particolare "con riguardo alle corrette misure di comportamento , nonché l’ utilizzo di scantinati e aree seminterrate"». Come quella dov’ è morto Saranga Perera. Ma l’ argomento politico che torna prepotentemente in campo, è quello della modifica del patto di stabilità. «Quanto avvenuto a Roma conferma l’ urgenza di modificare il patto di stabilità – ha detto il presidente della Provincia Nicola Zingaretti – Perché o le pubbliche amministrazioni sono messe in grado di affrontare le emergenze, oppure il rischio per l’ incolumità delle persone diventa serio». E Alemanno, una volta tanto, sembra essere d’ accordo.
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