Il maltempo finisce in Procura mentre arriva un’ altra nevicata
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fonte:
- il Riformista
Il maltempo finisce in Procura mentre arriva un’ altra nevicata
¦ Ora anche la Procura di Roma di occuperà della querelle tra Campidoglio e Protezione civile. a seguito della nevicata dello scorso fine settimana (e in vista di quella del prossimo). A Piazzale Clodio, infatti, è stato aperto un fascicolo relativo ai disagi commessi all’ ondata di maltempo, ma senza alcuna ipotesi di reato o indagati, sulla base delle denunce presentate da due associazioni di consumatori, Codacons e Adoc che hanno chiesto ai magistrati di fare chiarezza delle responsabilità dei disservizi sul fronte della mobilità, mentre alcuni cittadini hanno segnalato i problemi patiti sull’ autostrada dei parchi A24-A25 (che, ovviamente, nulla ha a che fare con la competenza del comune capitolino). E nel fascicolo potrebbe rientrare anche l’ esposto presentato dal deputato pd Renzo Carellla, insieme con un’ interrogazione parlamentare, per capire come l’ Enel abbia effettuato la manutenzione delle linee elettriche sui Monti Lepini e nella Valle del Sacco. «Ora sarà possibile fare chiarezza sulle cause e sulle responsabilità che hanno prodotto immensi disagi agli utenti durante lo scorso week end, e ci aspettiamo un’ analoga indagine della magistratura anche nei confronti di Trenitalia, per i blocchi ferroviari che hanno coinvolto migliaia di passeggeri – hanno dichiarato i presidenti delle due associazioni di difesa dei consumatori, Carlo Rienzi e Carlo Pileri – Intanto, tutti i cittadini che hanno subito danni concreti a causa della neve, e tutti i residenti di quei comuni della provincia di Roma rimasti ore e ore isolati, possono rivolgersi ai nostri uffici per aderire alle azioni risarcitorie che stiamo studiando, senza escludere la possibilità di una class action nei confronti dei gestori pubblici». E l’ iniziativa di piazzale Clodio ha ricevuto anche l’ avallo del primo cittadino Gianni Alemanno: «Contribuirà a fare chiarezza sulle responsabilità dei disagi subiti dai cittadini per il maltempo, così come avevo proposto sollecitando una comnissione d’ inchiesta sull’ accaduto». Oggi in Campidoglio e in Regione si sono svolte una serie di riunioni in vista dell’ arrivo di una nuova perturbazione. Di certo, però, finora si sa solo che sarà imposta la presenza di catene a bordo dei veicoli, dalle sei di domani alle 23,59 di sabato, con tanto di appello alle ditte costruttrici per il ricorso a prezzi calmierati. E oggi si deciderà sulla chiusura di uffici e scuole. Insomma, se neve sarà, l’ indicazione resta quella di restare in casa. Ma se il capo del dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli ha ripetuto che la pianificazione dell’ emergenza spetta ai Comuni, l’ Anci rilancia proponendo di inserire nel Milleproroghe un emendamento che escluda dai limiti del Patto di stabilità le spese sostenute dagli enti locali per fronteggiare l’ emergenza neve. I Comuni, oggi, dovrebbero incontrare il Governo, insieme con i rappresentanti delle Provincie e delle regioni. Una vertice anticipato dalla Conferenza delle Regioni, di prima mattina. «Sabato mattina ho parlato con la ministra dell’ Interno Cancellieri e abbiamo definito che i costi dei soccorsi non sono a carico dei Comuni ha detto il presidente della Conferenza Vasco Errani – L’ impianto della nuova normativa sulla Protezione civile ha creato problemi rilevanti: il Governo ora promuova un confronto, senza scaricare ognuno le responsabilità sugli altri, per guardare le criticità e affrontarle». A Errani, insomma, non è piaciuto lo scaricabarile dello scorso fine settimane, come piace ancora meno l’ attuale legislazione che, di fatto, dallo scorso anno, scarica sulle spalle di chi governa il territorio l’ onere delle emergenze, cui si può far fronte economicamente solamente aumentando le tasse. Sempre che il maltempo poi non risulti anche in un sovraccarico delle bollette. Ieri l’ Eni ha tranquillizzato Palazzo Chigi sull’ effettiva ripresa delle forniture di gas provenienti dalla Russia. «Il gap nelle forniture di gas dalla Russia è intorno al 10% e scenderà al di sotto a breve, che rispetto al 30% dei giorni scorsi è una cifra assolutamente accettabile», ha detto.il direttore della comunicazione di Eni, Gianni Di Giovanni, spiegando che il direttore generale della divisione gas di Eni, Umberto Vergine «si è recato a Mosca e ha parlato con il direttore generale della Gazprom, Alexander Medvedev, chiedendo che da qui a domenica sia colmato anche questo gap del 10% che ancora non arriva. Abbiamo avuto ampie rassicurazioni dai nostri partner russi».
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