Il magro Natale del Vomero commercianti tra crisi e paura
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fonte:
- la Repubblica
Il magro Natale del Vomero commercianti tra crisi e paura
I residenti: “Dove sono i poliziotti di quartiere?“. Protesta per i saldi il 2 gennaio
«Poliziotti di quartiere, dove siete?». Un po´ stinto dalla pioggia, il bigliettino dondola appeso al ramo dell´ulivo. Accanto, un altro che dice: «No alla delinquenza, no all´illegalità», e ancora: «Pace per tutti». Che strano Natale, al Vomero. Un quartiere intero ha detto no alle luminarie che fanno tanta allegria e aria di festa e che, a dispetto della crisi che si sente, eccome, sono fatti anche per invogliare agli acquisti i più pigri e timorosi. Consumi in calo del 25 per cento, segnala il Codacons. Flessione che deprime il mercato e denuncia la debolezza della capacità di spesa dei napoletani. L´unico colpo di luce ce l´ha la palma al centro di piazza Vanvitelli, regalo della Camera di commercio.
Come addobbi natalizi, nelle vie dello shopping della “città di sopra“, ci sono 450 piante d´ulivo infilate in vasi di plastica e allineate sui marciapiedi. I ragazzini del Vomero ci hanno attaccato biglietti in cui rivendicano sicurezza e normalità. Tanti campanelli d´allarme che rischiano di sbiadire del tutto al prossimo acquazzone. «Basta alle luci imposte dalla camorra» si legge nel volantino stampato in 2500 copie dal presidente del centro commerciale Enzo Perrotta e distribuito ai negozianti, «già due anni fa, a rischio dell´incolumità di chi vi scrive, denunciammo le minacce». Serve a marcare un territorio che non vuole assolutamente essere coinvolto in certe faccende, spiega Perrotta. Un segnale di netta presa di distanza dalle logiche malavitose che stanno insanguinando una parte della città.
Ma non tutti i commercianti hanno apprezzato la scelta dell´alternativa. Per qualcuno l´ulivo è stato «un ripiego», «una resa» per dirla tutta. «Molti di noi sono caduti dalle nuvole» confessa Genny Spatarella. Le luminarie sono un ingrediente fondamentale delle Natale, come gli zampognari. Che ci siano pressioni malavitose lo sappiamo, ma gli alberi d´ulivo sembrano un contentino. La verità – prosegue – è che la categoria è allo sbando, non c´è organizzazione. Per me, sul fronte degli acquisti qualcosa si sta muovendo, vedo parecchie persone con le buste in mano, quelle per noi sono il polso della situazione».
«L´ulivo non serve a niente, è un simbolo della Pasqua» protesta Mariolina Coppola, «le luminarie sono sempre state un problema, lo sanno tutti, ma noi non abbiamo mai avuto ricatti di alcun tipo. I problemi sono altri. Come l´idea di scrivere sulle locandine che i saldi cominciano il 2 gennaio, per esempio. Ben venga ogni elemento di trasparenza, ma evitiamo di farci del male da soli».
Un´altra rogna, questo anticipo dei saldi. Piovono accuse sulla Regione Campania che per mano dell´assessore alle Attività produttive, Gianfranco Alois, ha vietato anche la formula delle vendite promozionali che, gira e gira, impazzavano tutto l´anno e altro non erano che saldi camuffati. I commercianti si strappano le vesti. La conseguenza di questo? Acquisti in stand-by fino all´anno nuovo. «Ci siamo dati la zappa sui piedi. La gente non compra, ha paura di spendere – afferma Giuseppe Varriale – è il quarto inverno che soffriamo». Dino Aruta, negoziante da 70 anni nello stesso posto, gli fa eco: «Che incentivo c´è a mettere la mano al portafogli? A rimetterci sono soprattutto i piccoli come me. E il 2 gennaio partono i saldi. Ma in quale paese succede una cosa del genere?». «In effetti, sono i negozi grandi quelli che stanno lavorando di più» osserva Spatarella «in quelli piccoli ormai non si entra tanto volentieri».
«I consumatori sono disorientati – dice Coppola – ed è colpa nostra, di noi commercianti. Prima di tutto perché non li aiutiamo a capire bene quel che vendiamo, e il perché un prodotto costa. È giusto che vogliano usare bene il loro denaro, ma anche il consumatore dovrebbe essere meglio informato. Se trovo una cosa carissima senza ragione, è giusto che io vada a comprare dai cinesi. Il problema è fare un prodotto diverso, di qualità». «Noi continuiamo a trattare articoli classici – spiega Ginevra Gargiulo – in questo negozio non mancherà mai un kilt scozzese o un abitino ricamato a mano. Chi entra qui sa che per un giaccone dovrà spendere, ma sarà una scelta ragionata e non casuale».
La voglia di Natale non scoppia, un´altra stagione difficile, nervi a fior di pelle e il leader dei commercianti italiani, Sergio Billé contestato dai suoi stessi affiliati per certe affermazioni reputate provocatorie. «Ci viene chiesto di abbassare i prezzi – protesta Paola Borriello, presidente dei commercianti tessili di Napoli e provincia, circa 40 mila aziende e almeno 120 mila addetti – ma come potremmo sopportare i costi di gestione? L´assessore deve avere il coraggio di liberalizzare le vendite promozionali, tutelando, s´intende, i consumatori da eventuali situazioni truffaldine».
Bigliettini sugli alberi d´ulivo chiedono legalità, dicono no alla camorra. Consumatori preoccupati e impauriti, prendono tempo, lasciano passare i giorni. I commercianti del Vomero tirano le somme di un primo, magro bilancio di questo strano Natale senza luci.
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