Il magistrato: scambio danneggiato
Il magistrato: scambio danneggiato
Per il pm emiliano uno dei convogli non ha rispettato i comandi di transito
Crevalcore (Bologna). Uno scambio che può portare un treno sul binario di «deviata»: ovvero un binario che per qualche centinaio di metri raddoppia la linea, consentendo il passaggio dei convogli. Ed è su quello scambio che la Procura di Bologna, che ha aperto un fascicolo per disastro ferroviario colposo, partirà per capire la verità. Il tirante dello scambio è infatti visibilmente piegato. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli investigatori, lo scambio sarebbe stato posizionato per consentire al treno merci di andare sul binario di deviata, ma sarebbe stato forzato dal passaggio del treno interregionale, che, invece, avrebbe dovuto aspettare. In base a questa ipotesi, che dovrà essere verificata dai rilievi e dalla consulenza tecnica già conferita dal pm Enrico Cieri, in pratica grazie al binario di deviata i due treni si sarebbero potuti tranquillamente incrociare nei pressi della stazione Bolognina. Ma qualcosa è andato storto, forse un segnale non rispettato o un guasto tecnico: l?interregionale, per cause che sono comunque ancora da accertare, avrebbe così proseguito, forzando il tirante dello scambio e proseguendo per un centinaio di metri.
Lì dove s?è scontrato e impennato contro il treno merci. È spettrale l?immagine immersa nella nebbia, che per tutta la giornata non ha lasciato ai soccorrittori più di 50 metri di visibilità. La locomotiva dell?interregionale è deragliata, mentre la prima carrozza passeggeri è stata sventrata: un pezzo è finito di lato, l?altro s?è invece arrampicato verso il cielo, per almeno cinque metri.
«C?è uno scambio danneggiato, lo avete visto», ha dichiarato Cieri, arrivato sul posto insieme con il procuratore capo Enrico Di Nicola e all?aggiunto Luigi Persico, «e questo significa che sicuramente c?è stato un convoglio che non ha rispettato i comandi sul transito. Bisogna capire perchè è successo». Non sarà facile, pure perché nello scontro sono morti i quattro macchinisti.
La magistratura ha, intanto, sequestrato tutti i dati sul transito nelle stazioni di San Felice Panaro, che precede il tratto dello scontro e Crevalcore, mentre si spera di trovare fra le lamiere le tracce tachigrafiche, cioè la registrazione dei dati sulla marcia dei treno. E, secondo le prime testimonianze, l?interregionale piano non andava.
E oltra all?inchiesta della magistratura, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha avviato altre due, una di Rfi, Rete ferroviaria italiana e una di Trenitalia, per accertare le cause dell?incidente.
Il Codacons, coordinamento delle associazioni per la difesa dell?Ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, dell?Emilia-Romagna ha annunciato che si costituirà parte civile a tutela dei viaggiatori coinvolti nell?incidente ferroviario di Crevalcore e invita gli utenti a chiedere il risarcimento dei danni e auspica le dimissioni dei vertici regionali delle Ferrovie dello stato. «Si tratta dell?ennesimo deragliamento che fa nascere molte domande sul livello di sicurezza del trasporto ferroviario italiano», si legge in una nota congiunta di Codacons e Listaconsumatori Emilia Romagna, «Nonostante ciò le tariffe ferroviarie subiscono aumenti che alle luce dei fatti appaiono oltre che ingiusti, addirittura offensivi per gli utenti. Altro che aumento dei prezzi dei biglietti e multe sul treno per chi non lo ha acquistato prima di salire: i vertici delle Ferrovie dell?Emilia Romagna dovrebbero dimettersi immediatamente». Il Codacons invita i passeggeri dei convogli deragliati a chiedere il risarcimento dei danni, non solo materiali, ma anche quelli per lo stress e lo spavento subiti.
«I passeggeri delle Fs sono diventati carne da macello, aumentano i lutti nelle famiglie, esigiamo chiarezza, competenza e confronto». Lo chiede l? Aipe, Associazione italiana viaggiatori pendolari, commentando lo scontro tra treni vicino a Bologna. «Da quanto le Fs sono diventate spa », spiega l? associazione , « aumentano progressivamente i guasti e le disfunzioni sulle direttrici ferroviarie, compresi gli incidenti e deragliamenti. Siamo convinti – aggiunge l?Aipe, « che la privatizzazione non paga, come evidenziano gli innumerevoli disagi e l? aumento degli incidenti ferroviari».
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