IL LUNGO ELENCO DELLE INCOMPIUTE
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fonte:
- Giornale di Sicilia
e dello Iacp di Palermo, un appalto da tre milioni di euro. Con un altro milione e mezzo lo Iacp doveva realizzare appartamenti all’ Albergheria per l’ acquisizione e la recupero di edilizia degradata. A Torretta con due milioni di euro si dovevano realizzare 48 alloggi popolari. I lavori sono stati realizzati solo per il 14 percento. Ancora alloggi popolari dello Iacp Palermo a Santa Teresa con un milione e 600 mila euro. Tutto fermo secondo l’ elenco dell’ Ance come in via Panneri alla Vucciria dove lo Iacp Palermo con 975 mila euro doveva recuperare uno dei palazzi fatiscenti che in questi mesi sono stati censiti come pericolosi e pericolanti. Lo Iacp di Palermo aveva un progetto finanziato con 3 milioni e mezzo per realizzare 48 alloggi popolari in contrada Malluta a Cerda. Anche a Ragusa il locale istituto delle case popolari doveva realizzare 18 alloggi nel comune di Santa Croce di Camerina. Ma l’ opera è appena all’ 11%. Nell’ elenco delle opere incompiute realizzata dall’ anagrafe nazionale anche numerose strade. Con tre milioni di euro la provincia di Ragusa avrebbe dovuto realizzare la manutenzione delle strade provinciali 31 e 15 e della strada regionale 25. Anche in questo caso tutto fermo. L’ Irsap di Agrigento con 12 milioni di euro aveva appaltato opere per il miglioramento della viabilità per accedere tra le banchine di Porto Empedocle. Una strada alservizio delle aree industriali, portuali e turistiche. Le opere mai terminate riguardano anche le scuole, a dir poco malconce in Sicilia. Lo sanno bene a Modica dove era pronto un progetto di quasi due milioni di euro per la costruzione della palestra della scuola Edmondo De Amicis e la sistemazione dell’ area esterna. O sempre a Modica che con 2 milioni e 400 mila euro erano stati stanziati per il completamento della scuola elementare Poidomani (ex scuola Michelica). «Allo stato attuale l’ Italia vanta ben 692 opere incompiute, per un importo al lordo degli oneri pari a circa 3,5 miliardi di euro; per il loro completamento mancano all’ appello quasi 1,3 miliardi di euro», denuncia il Coda cons. Il record delle opere rimaste ferme spetta al Lazio, regione che vede 82 progetti ancora da terminare; subito dopo la Sardegna (68) seguita dalla Sicilia (67). La maggioranza delle incompiute sono opere e infrastrutture sociali (62%), ma in valore si equivalgono con le infrastrutture di trasporto (39%). «Un quadro deprimente- commenta Carlo Rienzi, presidente del Codacons – e un enorme spreco di risorse pubbliche». «La questione delle opere incompiute – dice Salvo Ferlito, presidente Ance Sicilia- cioè appaltate e la cui costruzione è cominciata e poi si è fermata, è senza dubbio grave. Ma la crisi economica ci costringe a guardare soprattutto al futuro, all’ esigenza di modernizzare il Paese e la Sicilia mandando subito in gara le tante opere progettate, finanziate e da anni pronte ad essere appaltate ma inspiegabilmente in standby. L’ Ance ne ha censite 5 mila in tutta Italia. In Sicilia ve ne sono centinaia: 109 per quasi 5 miliardi quelle censite dall’ Ance Sicilia, di cui 27 per 3 miliardi immediatamente cantierabili, e molte altre ancora sono quelle individuate da ciascuna associazione provinciale». L’ elenco completo sarà presentato mercoledì prossimo a Roma al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. (*IMA*)
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