18 Marzo 2008

IL “LUNEDÌ NERO“ DEI MERCATI FINANZIARI

IL “LUNEDÌ NERO“ DEI MERCATI FINANZIARI
IL “LUNEDÌ NERO“ DEI MERCATI FINANZIARI

Doveva servire a tranquillizzare i mercati e dare un segnale agli analisti di tutto il mondo. Ha avuto l`effetto di una secchiata di benzina su un incendio. La decisione a sorpresa della Federal Reserve, la Banca centrale americana guidata da Ben Bernanke, di ridurre di un ulteriore quarto di punto il tasso di sconto, passato l`altra notte dal 3,50 al 3,25 per cento, ha infatti innescato una crisi delle Borse di tutto il mondo dalle dimensioni preoccupanti. Dalle piazze asiatiche passando per le Borse europee, quello di ieri è stato un lunedì nerissimo con perdite in media superiori al 3 per cento. Solo nel Vecchio continente, sono andati in fumo oltre 300 miliardi di capitalizzazione, con Milano che fa la sua parte perdendone 22. Da inizio anno sono spariti dai listini e dalle tasche dei risparmiatori europei oltre 1.800 miliardi, cioè il 20 per cento della capitalizzazione. Ha relativamente tenuto, invece, Wall Street che dopo una perdita iniziale del 2 per cento del Dow Jones ha recuperato chiudendo in positivo (+ 0,18 per cento). A innescare l`ennesimo “lunedì nero“ è stata la crisi americana, che ormai alimenta il panico di tutto il pianeta. La decisione di tagliare i tassi è stata infatti letta come una mossa disperata a fronte delle difficoltà ormai fuori controllo del sistema creditizio degli Stati Uniti. Parallelamente al taglio dei tassi la Fed ha infatti annunciato anche la creazione di una linea di credito a disposizione delle banche d`affari di Wall Street, che ieri hanno vissutto una situazione da pre-fallimento. Lehman Brothers ha perso circa il 35 per cento, mentre, malgrado l`acquisizione da parte di JP Morgan, ieri Bear Stearns è praticamente sparita, con perdite dell`83 per cento del valore azionario (Jp Morgan ha invece guadagnato il 10). Un clima che ha spedito al tappeto tutte le Borse europee dove sono andati in fumo circa 304 miliardi di euro. A Milano il Mibtel ha accusato una flessione del 3,52% e l`S&P/Mib del 3,39 per cento: il listino di Piazza Affari in un solo giorno ha perso 22 miliardi di capitalizzazione. Malissimo Francoforte, che ha chiuso in calo del 4,18 per cento; Parigi ha ceduto il 3,25 e Londra ha lasciato sul terreno il 3,86. Il comparto peggiore è, ovviamente, quello dei titoli bancari. DOLLARO IN CADUTA LIBERA, VOLANO EURO, GREGGIO E ORO. Ad aggiungere criticità al quadro complessivo il volo senza freni dell`euro che ieri ha superato quota 1,59 con una corsa di cui non si intravede la fine. E il dollaro in caduta libera spinge a nuovi record, oltre all`euro, anche l`oro e il petrolio. A far inabissare il biglietto verde è stato l`intervento di emergenza della Fed per fronteggiare la crisi del credito. Oggi poi, la banca centrale americana si prepara ad un nuovo maxi-taglio del tasso sui Fed Funds. Il dollaro si è fermato a un passo da quota 1,60 contro euro, mentre l`oro è volato a 1.033,9 dollari l`oncia e il petrolio ha sfiorato i 112 dollari al barile al mercato di New York. Le quotazioni hanno raggiunto un picco massimo di 111,80 dollari al barile per poi invertire rotta e chiudere a 105, alla luce dei nuovi segnali di frenata dell`economia. A febbraio la produzione industriale Usa ha mostrato una contrazione per la prima volta in quattro mesi e l`attività manifatturiera dell`area di New York è crollata a marzo ai minimi dal 2001. Arriva la prima causa collettiva contro la quinta banca d`affari di Wall Street, Bear Stearns, acquistata da JP Morgan a forte sconto, per soli 2 dollari per azione (in tutto 236,2 milioni di dollari). Lo ha riportato il canale televisivo Cnbc, affermando che la denuncia è stata depositata in un tribunale di New York. Non si conosce al momento l`identità degli investitori che hanno sporto denuncia contro il colosso. Il petrolio continua a correre. E a subire continui sbalzi. Sul mercato elettronico after hours di New York, il greggio ieri ha segnato un nuovo record a 111,80 dollari al barile (+1,4%). A distanza di qualche ora, però, le quotazioni sono apparse in forte ribasso, forse anche in relazione alla crisi del settore creditizio negli Usa che ha peggiorato le prospettive di crescita globale. E un`altra stangata è in arrivo per gli italiani che nelle feste di Pasqua si sposteranno in auto: secondo le stime Codacons, il viaggio quest`anno costerà 48 euro in più per chi ha la macchina a gasolio, o 24 euro in più se l`auto va a benzina. “Anche quest`anno“, dice il presidente Carlo Rienzi, “i prezzi impazziscono pochi giorni prima dell`esodo pasquale“. La “fiammata“ dovrebbe esserci anche se prima di Pasqua entrerà in vigore il provvedimento che riduce le accise sui carburanti. Domani o al massimo giovedì il testo sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale, dopo che ieri la Corte dei conti, con la registrazione del decreto, ha dato il via libera alle misure fiscali sui carburanti. Il testo – un decreto interministeriale firmato il 7 marzo dal ministro dello Sviluppo economico Bersani e dal viceministro dell`Economia Visco – mette in pratica quanto previsto in Finanziaria, all`articolo 1, grazie a un meccanismo compensativo che scatta quando il prezzo medio del petrolio nel periodo preso a riferimento ha superato di 2 centesimi quello fissato nel Dpef, pari a 71 dollari al barile. Fino al 30 aprile i cittadini potranno usufruire di una diminuzione della componente fiscale di complessivi 2 centesimi per ogni litro di gasolio o benzina e per ogni chilogrammo di gpl (pari a una riduzione di 1,1 centesimi di euro al litro). WASHINGTON Nel clima di pessimismo di ieri sui mercati internazionali, a predicare ottimismo è rimasto solo George W. Bush. Il presidente si è detto fiducioso sulla terapia della Fed. “La situazione è sotto controllo e la seguiamo da vicino“, ha spiegato al termine del vertice con i consiglieri economici più stretti, pur ammettendo che si tratta di “una fase particolarmente difficile“. Ma la Fed ha reagito “bene e molto in fretta e le nostre istituzioni finanziarie sono forti“. Il mercato dei capitali reagisce “in modo efficiente“, ha rilevato ancora Bush. In effetti Wall Street ha poi chiuso la seduta con l`indice Dow Jones in rialzo dello 0,18 per cento (il Nasdaq ha invece ceduto l`1,60). Anche in scia al finanziamento straordinario da 30 miliardi di dollari approvato dalla Fed ed erogato a Bear Stearns, tramite Jp Morgan. Di ben altro tenore le valutazioni di Fondo monetario e Ocse, che lanciano un grido d`allarme: la crisi finanziaria è “diventata piu seria e più globale“ e rischia anche di essere durevole. E non è escluso che possa aggravarsi, ha messo in guardia il Direttore del Fmi, Dominique Strauss-Kahn.

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