Il locale della morte era senza permessi
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – Una porta d´emergenza difettosa, e per questo il macedone di 50 anni, gestore del locale, è stato denunciato per omicidio colposo plurimo. E’ il primo passo degli investigatori sul rogo che sabato notte è divampato nel seminterrato di via Cappadocia, zona San Giovanni, a Roma, causando la morte del peruviano di 24 anni Julio Cesar Ortega Arteaga, del coetaneo operaio romeno Marisel Danila Vasile, la salvadoregna di 25 Guadalupe Nunez Alfaro Zoila e la guatemalteca di 21 Anelly Berta Villatoro Alvarado, entrambe badanti. Nel garage di 200 metri quadrati che ospita l´associazione culturale Sabor Latino le feste nel week end erano un´abitudine, nonostante il Comune, come ricordato ieri dal sindaco Alemanno, a dicembre avesse vietato i balli nel locale, dopo i numerosi esposti dei residenti. «Quindici giorni fa – ha raccontato ieri uno di loro – nel locale si era sviluppato un principio di incendio. Ma le feste non si erano mai interrotte». Il corto circuito di una cassa dello stereo sarebbe all´origine del rogo dell´altra notte. I quattro cadaveri erano vicini a quella porta d´emergenza che poi i soccorritori hanno trovato aperta. L´ipotesi è che fosse malfunzionante ma che, comunque, abbia svolto, almeno in un secondo tempo la propria funzione. I carabinieri della compagnia di piazza Dante che seguono le indagini coordinate dal pm Maria Bice Barborini l´altra notte non hanno trovato nessuna della trentina di persone che partecipavano alla serata. Al Sabor Latino era in corso anche una festa di compleanno, e cinque persone sono state ascoltate dagli inquirenti: nessuno ha parlato di porte chiuse. Il dolore per i familiari delle vittime è stato terribile. Julio Cesar, il ragazzo peruviano, era il disc jockey del sabato al Sabor Latino. Era arrivato in Italia sette anni fa con la cugina, la madre e un fratello più piccolo: lavorava come domestico e arrotondava come dj, aveva il permesso di soggiorno come badante, seguiva corsi di informatica, viveva nella periferia romana, a Casal de´ Pazzi, e non aveva mai avuto problemi di alcun tipo. Quando la madre ha saputo della sua morte, ha avuto una crisi isterica. Oggi alla Sapienza cominceranno le autopsie. E sarà una giornata importante anche per i rapporti dei vigili del fuoco (arrivati con sei mezzi in via Cappadocia quattro minuti dopo l´allarme delle 23.53) e perché con la riapertura degli uffici comunali, emergeranno maggiori elementi sulle autorizzazioni del locale (in regola, secondo i primi accertamenti), sulla proprietà e sui richiami precedenti. Il Codacons ieri ha chiesto controlli a tappeto nei locali di Roma su sicurezza e rispetto degli orari: «Anche sotto casa mia – ha detto l´ex parlamentare Vladimir Luxuria – c´è una situazione analoga di un circolo gestito da sudamericani. L´altra notte ho chiamato le forze dell´ordine». (g.i.)
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