12 Aprile 2012

Il libro nero delle ferrovie Abruzzo come un deserto

Il libro nero delle ferrovie Abruzzo come un deserto

PESCARA – In Abruzzo sono stati soppressi 368 treni. Eliminati gli interregionali, di alta velocità nessuna traccia, spesso gli Intercity viaggiano a velocità più bassa dei regionali veloci e sulla fascia adriatica manca l’ offerta più economica. Dal 2016 dovrebbe essere fruibile l’ Alta velocità sulla linea Foggia-Napoli-Roma-Milano con la conseguenza che i treni tra la Puglia e Milano non passeranno più sulla dorsale adriatica. Morale: per l’ Abruzzo il 90% di Intercity e Frecce bianche in meno dalla Puglia, una desertificazione ferroviaria se le istituzioni non passeranno alle vie di fatto. L’ allarme viene dal libro nero sulle ferrovie realizzato da Federconsumatori e Codacons su un progetto finanziato dalla Regione, con prefazione del senatore Nevio Felicetti. Una fotografia desolante quella che emerge. Soppressa la linea Pescara-Napoli, stessa sorte potrebbe seguire quella per Roma, dice Vittorio Ruggieri, vice coordinatore regionale Codacons. Nel 1980 per raggiungere Roma da Pescara servivano di 3 ore e 17 minuti, oggi 3 ore e 43. L’ Alta velocità consente di raggiungere Firenze da Roma (316 km) in un’ ora e 23 minuti pagando 45 euro. Pescara-Bologna (350 km) si copre in 2 ore e 55 con la Freccia bianca a 43 euro o in 4 ore e 51 con l’ Intercity a 31,50 euro. Soppressi Intercity per Milano, Torino, Venezia e Verona: obbligo di scendere a Bologna. Azzerati i collegamenti regionali diretti per Foggia salvo utilizzare due treni o i più costosi Intercity o Freccia bianca. Depennati dal sabato e dalla domenica due regionali veloci Pescara-Milano, così come il servizio notturno nella stazione pescarese. «E il peggio -afferma il vice coordinatore regionale Federconsumatori, Tino Di Cicco- è che dal 2001 nessuna sanzione è stata applicata a Trenitalia, a differenza delle altre regioni. Nelle Marche i soldi ricavati dalle penali sono stati utilizzati per fornire gratuitamente le Carte treno ai pendolari o per compensare i viaggiatori dei danni subiti. L’ Abruzzo delega tutto a Trentialia a fronte di oltre 57 milioni pagati dai cittadini mentre le istituzioni locali non sono in grado di rivendicare un direttore locale e valorizzare l’ investimento». Nel libro nero anche soluzioni «a costo quasi zero». Esempio? Un terminal bus a Scafa e il doppio binario ferroviario che alleggerirebbe la congestionata Pescara. A buon intenditor. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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