2 Aprile 2012

IL LAVORO

“Gli immigrati. Tra problematicità, sistemi di tutela e sistemi di sostegno” è un progetto finanziato dal Forum ANIA – Consumatori con l’intento di attivare un percorso di informazione, assistenza e supporto finalizzato all’esplorazione del “viaggio” intrapreso nel nostro paese e nel nostro ordinamento dal soggetto immigrato.

Vai all’indice del progetto, CLICCA QUI

Prima assunzione dei lavoratori stranieri

Per assumere
lavoratori non comunitari residenti all’estero è necessario presentare domanda
di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione della provincia di
residenza o di quella in cui ha sede legale l’impresa o di quella ove avrà
luogo la prestazione lavorativa, nell’ambito delle quote previste dall’apposito
“Decreto Flussi” che stabilisce il numero massimo di cittadini
stranieri non comunitari ammessi annualmente a lavorare sul territorio nazionale.

Nel caso in cui già si conosca il lavoratore da assumere, bisogna
presentare allo Sportello Unico:

•  richiesta nominativa di nullaosta al lavoro;

•  documentazione che certifichi l’esistenza di
idonea sistemazione alloggiativa per il lavoratore straniero, secondo le regole
previste dalle leggi di ciascuna Regione;

•  proposta di contratto di soggiorno
contenente, oltre agli elementi essenziali
dell’accordo, il tuo impegno al pagamento del viaggio di ritorno del
cittadino straniero nel Paese di provenienza;

•  la tua dichiarazione di impegno a comunicare
allo Sportello Unico le variazioni concernenti il rapporto di lavoro
(cessazione del rapporto, cambio sede, ecc.).

Se non si conosce direttamente il lavoratore puoi
richiedere, presentando la documentazione sopra indicata, il nullaosta al
lavoro per una o più persone iscritte nelle apposite liste costituite presso le
rappresentanze diplomatiche o consolari italiane in quei Paesi che hanno
sottoscritto con l’Italia specifici accordi bilaterali in materia. Queste
liste, distinte per Paesi di origine, contengono un elenco di nominativi con le
generalità complete, la qualifica professionale, il grado di conoscenza della
lingua italiana, il tipo di rapporto di lavoro preferito (stagionale, a tempo determinato
o indeterminato), nonché l’indicazione del programma formativo svolto e del
rispettivo settore di impiego di destinazione.

Lo Sportello Unico, per consentire al locale Centro per l’Impiego (CPI) di dare la dovuta
pubblicità delle richieste di lavoro nei confronti dei lavoratori già iscritti
nelle liste di collocamento, le diffonde, per via telematica, agli altri CPI
territoriali (CPI) e le rende altresì pubbliche sul sito Internet o con ogni
altro mezzo possibile.

Lo Sportello Unico, nel termine massimo di 40 giorni dalla presentazione della richiesta:

•  acquisisce il parere del Questore circa la sussistenza, nei confronti del lavoratore stranierodei motivi ostativi al
rilascio del nulla osta;

•   acquisisce il parere della Direzione Provinciale
del Lavoro circa la sussistenza o meno dei requisiti minimi contrattuali e
della capienza reddituale del datore.

In caso di parere negativo di anche di uno solo
di questi Uffici, lo Sportello rigetta l’istanza.
In caso di parere favorevole:

•   convoca il datore di lavoro per la consegna del nulla osta e per la firma del contratto;

•   trasmette per via telematica la documentazione agli uffici consolari.

Inoltre il nullaosta al lavoro subordinato ha validità pari a 6 mesi dalla data
del rilascio, durante i quali il lavoratore dovranno richiedere il visto di
ingresso alla Rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’estero. Il
lavoratore straniero, ricevuto il nullaosta che il datore di lavoro avrà avuto
cura di fargli avere, deve richiedere un appuntamento con l’Ambasciata o il
Consolato italiano presso il proprio Paese di origine. Quest’ultima, alla quale
nel contempo è stata trasmessa per via telematica la documentazione comprensiva
del relativo nullaosta, comunica al cittadino straniero la proposta di
contratto e rilascia il visto d’ingresso entro 30 giorni, dandone comunicazione
al Ministero dell’Interno, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,
all’INPS ed all’INAIL.
Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, il lavoratore si deve recare presso lo
Sportello che ha rilasciato il nullaosta per sottoscrivere il contratto di
soggiorno e presentare la richiesta di permesso di soggiorno altrimenti è
considerato irregolarmente presente sul territorio nazionale.

Una volta presentatosi il lavoratore, lo Sportello:

•  verifica il visto rilasciato dall’Autorità
consolare e i dati anagrafici del lavoratore;

•  consegna il certificato di
attribuzione del codice fiscale;

•  provvede a far sottoscrivere al
lavoratore straniero il contratto di soggiorno;

• consegna il modulo di
richiesta di permesso di soggiorno e ne inoltra i dati alla Questura competente.

Dopo il passaggio
allo Sportello Unico, il lavoratore deve poi recarsi presso un Ufficio Postale;
lì troverà apposito Kit che dovrà essere compilato, sottoscritto e spedito alla
Questura competente insieme alla richiesta di soggiorno rilasciatagli dallo
Sportello Unico.

La Questura comunicherà,
all’indirizzo indicato nella domanda, la data della convocazione presso i
propri uffici per procedere ai rilievi foto-dattiloscopici e successivamente
procederà ad una ulteriore comunicazione per la consegna del permesso di
soggiorno.

LAVORO DIPENDENTE STAGIONALE

Ogni anno il
governo emana il decreto flussi che stabilisce la quota di extracomunitari che
possono regolarmente entrare in Italia ed instaurare un rapporto di lavoro
subordinato a carattere stagionale con un privato o con un’azienda.

Il datore di
lavoro, italiano o straniero regolarmente soggiornante, o le associazioni di
categoria, che vogliano assumere un un cittadino extraUe residente all’estero
devono presentare una richiesta di autorizzazione al lavoro allo Sportello
Unico per l’immigrazione ove l’azienda ha sede legale oppure dove lo straniero
effettuerà il lavoro, utilizzando gli appositi moduli predisposti con il
decreto flussi.
I settori che interessano le quote di lavoro subordinato stagionale sono
esclusivamente il settore agricolo e il settore turistico. Nell’ambito
turistico sono stati superati i limiti legati al periodo di inattività di un
azienda ma prevalgono le motivazioni del datore di lavoro quali ad esempio
ragioni di carattere tecnico, produttivo e organizzativo o sostitutivo. Il
decreto flussi stagionale riserva, usualmente, delle quote a cittadini
provenienti da alcuni Stati con i quali l’Italia ha stipulato particolari
accordi bilaterali, (es. Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, ex Repubblica
Jugoslavia di Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka,
Ucraina, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto). Prima di inviare la
domanda occorre quindi verificare se siano state riservate quote ai cittadini
provenienti dal Paese di appartenenza del lavoratore che si vuole assumere come
solo chi non appartiene a queste nazionalità ma è già stato titolare di un
permesso per lavoro stagionale nell’anno precedente, potrà essere autorizzato
ad entrare per esercitare attività lavorativa.
Il rapporto di lavoro può avere una durata minimo di venti giorni e massimo di
9 mesi.
Il datore di lavoro inoltra richiesta allo Sportello Unico, utilizzando
l’apposita modulistica allegata o specificata nello stesso decreto flussi,
inviandola tramite gli uffici postali abilitati. Lo Sportello Unico procede
direttamente alla verifica dei requisiti per l’autorizzazione al lavoro. La
procedura seguita nel lavoro stagionale è la stessa prevista per il lavoro
subordinato generale, anche se sono previste semplificazioni in ordine ai tempi
di rilascio (20 giorni al posto di 40) e in merito ad alcune verifiche interne
(non è previsto il controllo del Centro per l’Impiego sulla eventuale
disponibilità di lavoratori già presenti in Italia). Acquisiti i pareri
positivi della Direzione Provinciale del lavoro e della Questura, lo Sportello
Unico rilascia il nulla osta che consegna al datore di lavoro (che
contestualmente firma il contratto di soggiorno per lavoro), previa richiesta
di appuntamento, e invia telematicamente alla rappresentanza diplomatica
italiana nel paese di residenza del lavoratore.
Il nullaosta al lavoro stagionale, anche con riferimento all’accorpamento di
gruppi di lavori di più breve periodo da svolgere presso diversi datori di
lavoro, ha validità da 20 giorni ad un massimo di nove mesi decorrenti dalla
data di sottoscrizione del contratto di soggiorno. Il datore di lavoro invia in
originale il nulla osta al lavoratore che deve essere presentato presso la
rappresentanza diplomatica italiana, per la richiesta del visto d’ingresso,
insieme al passaporto in corso di validità. Entro 8 giorni dall’ingresso in
Italia il lavoratore straniero deve recarsi presso lo Sportello Unico per
sottoscrivere il contratto e richiedere il permesso di soggiorno.

Il nullaosta pluriennale

Dopo il secondo
permesso di soggiorno per lavoro stagionale, il datore di lavoro può richiedere
allo Sportello Unico per l’immigrazione, in favore del lavoratore straniero,
anche il rilascio di un nullaosta al lavoro stagionale pluriennale. La
richiesta viene formulata sull’apposito modulo indicando i due precedenti
periodi lavorativi per attività stagionale. La richiesta di nulla osta al
lavoro pluriennale che è valida per un periodo massimo di 3 anni, può essere
fatta dal datore di lavoro a favore di un lavoratore straniero che ha prestato
per due anni di seguito un’attività di lavoro stagionale in Italia, con
dimostrazione dell’avvenuto rientro del lavoratore straniero nel Paese di
origine al termine dei precedenti periodi di lavoro stagionale. Il rilascio di
tale nulla osta avviene nei limiti delle quote di ingresso previste per lavoro
stagionale. Il nulla osta pluriennale deve contenere l’indicazione del periodo
di validità per ciascuno dei tre anni, il quale – trattandosi di impieghi ripetitivi
– dovrà necessariamente corrispondere alla validità indicata nel permesso di
soggiorno stagionale relativo all’ultimo anno. Sulla base del nulla osta viene
rilasciato allo straniero un unico permesso di soggiorno per lavoro stagionale
pluriennale, il quale non lo esonera però dal richiedere annualmente il visto
di ingresso alla rappresentanza diplomatica o consolare italiano all’estero. I
visti per le annualità successive alla prima vengono rilasciati dall’autorità
diplomatico-consolare dietro esibizione della proposta di contratto di
soggiorno per lavoro stagionale, trasmesso dal datore di lavoro al lavoratore
extracomunitario ed in copia allo sportello unico per l’immigrazione.

Il permesso di soggiorno

Il permesso di
soggiorno per motivi di lavoro stagionale consente di svolgere l’attività per
la quale è stato rilasciato il nulla osta e pertanto non consente di svolgere
attività autonoma o subordinata.

Diritto di precedenza nell’anno successivo

Il lavoratore
stagionale, se ha rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno
rientrando, ad esempio, nel proprio Stato alla scadenza del permesso di
soggiorno, ha diritto di precedenza per il rientro in Italia nell’anno
successivo per ragioni di lavoro stagionale, rispetto ai cittadini del suo
stesso Paese che non abbiano mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi
di lavoro stagionale.

LAVORO SUBORDINATO – la conversione del
permesso di soggiorno

Allo straniero
che entra per lavoro stagionale il secondo anno consecutivo, e che durante il
primo anno abbia rispettato tutti i termini di legge, potrà essere offerto un
contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato. Il
permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale potrà però essere
convertito in un permesso per motivi di lavoro subordinato non stagionale solo
nell’ambito delle quote previste nel decreto flussi.

La richiesta di
conversione deve essere presentata direttamente dal lavoratore allo Sportello
Unico utilizzando l’apposito modulo con lettera raccomandata A/R.

Alla domanda va allegato:

a) copia del permesso di
soggiorno per lavoro stagionale in corso di validità;

b) proposta di contratto di
soggiorno per lavoro subordinato non stagionale redatta sul modello Q
sottoscritto dal solo datore di lavoro;

c) copia di valido documento
d’identità del datore di lavoro;

d) copia del passaporto del
richiedente in corso di validità, con i visti d’ingresso per lavoro stagionale
e timbro d’uscita dal territorio nazionale.

Lo Sportello Unico verifica la sussistenza della
quota e la regolarità delle condizioni contrattuali applicate. Si precisa che
in caso di contratto a tempo parziale, lo stesso non può essere inferiore a 20
ore settimanali e la retribuzione non inferiore a quanto previsto dal contratto
collettivo nazionale di categoria applicato. Nel caso di parere positivo viene
rilasciata l’attestazione di quota libera che deve essere successivamente
allegata alla richiesta di conversione del permesso di soggiorno da presentare
in Questura attraverso la spedizione del kit dagli uffici postali abilitati.

IL LAVORO AUTONOMO

Sono molte le
attività che possono essere realizzate con successo, nei diversi settori
produttivi, nei servizi, nel commercio, nell’artigianato, in agricoltura.
Attività da localizzare, a seconda dei casi, nei centri urbani grandi, medi e
piccoli, in campagna, al mare, in montagna. Nei centri storici, nei moderni
centri commerciali, negli outlet, ecc.. Attività tradizionali o innovative
che rispecchiano i propri interessi, capacità e attitudini. Alcune possono
essere realizzate da soli, altre con i familiari o con soci o collaboratori
interni o esterni. Molte possono essere avviate con investimenti anche
contenuti e senza particolari difficoltà organizzative come dimostrano i dati
statistici sulla nascita di nuove imprese in Italia. La realizzazione di queste
nuove attività presuppone la non facile acquisizione, da parte degli
imprenditori e degli aspiranti imprenditori, delle conoscenze tecniche e
manageriali necessarie e cioè del “know how” indispensabile per
crearle e gestirle.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this