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26 Marzo 2018

Il lato oscuro del web costa 58 miliardi

facebook lo scandalo dei dati ceduti ha affossato l’ azienda di zuckerberg tra frodi, porno e pubblicità occulta ora si scopre la faccia negativa della rete
Oltre 58 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati in una settimana. Facebook paga caro il suo lato oscuro. La tempesta innescata dallo scandalo Cambridge Analytica, cui il social ha venduto milioni di dati personali poi utilizzati a fini di propaganda politica, ha fatto crollare il valore delle azioni del social che, che a Wall Street ha perso oltre 16 dollari in cinque giorni, passando dai 176 di lunedì ai 159,3 di venerdì, giornata di chiusura. Apesare, è l’ ondata di can cellazioni di utenti in tutto il mondo culminata nella campagna #DeleteFacebook, che conta adesioni eccellenti come il cofondatore di Twitter Brian Acton ed Eleon Musk, che ha rimosso dal social le pagine delle sue società Tesla e Space X. Lo scandalo crescente ha aperto una riflessione sugli utilizzi impropri dei dati personali da parte dei big della tecnologia, e sulla chiarezza delle condizioni e delle informazioni per gli utenti. Una polemica che si allarga ad altri lati oscuri del rapporto e delle regole che legano digitale e reale, sempre più spesso al centro delle polemiche negli ultimi anni. SICUREZZA DEI DATI A parte la moralità degli impieghi finali dei dati personali degli utenti, in primis c’ è la questione della loro sicurezza. Lo scorso anno Uber è finita nel vortice delle polemiche per aver taciuto sul furto dei dati di identità di almeno 57 milioni di persone sue clienti. E di non aver avvertito le autorità, ma di aver pagato un riscatto di 100mila dollari agli hacker che li avevano rapinati, al fine di non diffondere i dati riservati e mettere tutto a tacere. VANTAGGI FISCALI In Europa – e anche in Italia – i colossi del web fanno fatturato e profitti, ma al fisco lasciano ben poco. Il successo dell’ accordo portato avanti dalla Procura di Milano nel 2017, che è riuscito a patteggiare con Google e Appel 624 milioni di imposte arretrate – dimostra l’ esistenza di un problema. Facebook, Apple, Amazon, Airbnb, Twitter e Tripadvisor hanno versato in tutto nel 2016 all’ Agenzia delle entrate 11,7 milioni di euro. Google Italy ha iscritto a bilancio tasse per 42,7 milioni, ma è la prima rata concordata con il nostro erario per un altro patteggiamento. FRODI E TRUFFE ONLINE Le denunce riguardanti truffe e le frodi informatiche crescono sistematicamente. Secondo gli ultimi dati diffusi, riferiti al 2016, in Italia ne sono state sporte 151mila, in cresci tadel +4,5% a livello nazionale. Si è così toccato un nuovo picco storico: 250 ogni 100mila abitanti, il 50% rispetto al 2010. Ed è una tendenza in costante crescita: le denunce hanno rallentato un po’ solo nel 2014. PROSTITUZIONE Il web si è sostituito alla strada anche nella prostituzione: secondo i dati di Codacons, l’ offerta si è spostata cioè sempre più dalle strade agli schermi dei pc, attraverso siti priva ti, pagine web, portali con annunci specializzati, ecc., dove escort e prostitute pubblicizzano i propri servizi raggiungendo un bacino di utenza sempre più esteso. La prostituzione via web coinvolge oggi circa 18.000 operatrici, ossia il PUBBLICITÀ INGANNEVOLE Pillole per dimagrire in pochi giorni, medicine per l’ erezione false, ma anche servizi e prodotti inesistenti o a pagamento e non segnalati. Sono 1,7 miliardi gli annunci che violavano le linee di condotta tracciate da Google stessa in tema di advertising, rimossi nel 2016 dalla rete a livello globale. Lo ha annunciato proprio il motore di ricerca nel suo Bad Ads Report 2016, il resoconto annuale sulle attività di Google per contrastare le pratiche pubblicitarie ingannevoli o pericolose. Solo nel settore farmaceutico sono stati eliminati 68 milioni di annunci per violazione sulle norme sanitarie. FAKE NEWS False notizie, per influenzare le opinioni -magari aiutandosi nella propaganda comprando i dati personali degli utenti. Che sul web classico hanno una forza relativa, ma che sui social sono diventati un’ infezione. Secondo un factsheet di Reuters Institute e Oxford University in Italia se si considera numero di like, commenti, condivisioni su Facebook, alcuni siti di fake news sembrano più performanti di altri media tradizionali. Ci sono ben otto siti di notizie false, per esempio, che generano da soli più interazioni di quanto non faccia un sito come quello di Rainews. INFLUENCER ANTI SCIENTIFICI Sotto prodotto delle fake news, perché le opinioni sono lecite, le mistificazioni dei fatti non dovrebbero esserlo. Il sottoprodotto della libertà di espressione garantita dalla rete, all’ eccesso può essere fatale. Ha avuto l’ onore delle cronache, solo lo scorso mese, il caso della Youtuber Mari Lopez, diventata famosa perché nei suoi video spiegava che la dieta vegana, con contorno di preghiere, l’ aveva guarita dal cancro al seno. Di cui, però, è morta lo scorso dicembre. Ma restada appurare quanti avesse convinto della bontà della propria cura fai -da -te contro il cancro, basata su pastoni vegetariani e spremute. E di simili santoni- su vaccini, scie chimiche ed il resto – sul web se ne contano a centinaia, tutti con il loro seguito di «convertiti».

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