24 Agosto 2010

Il “jackpot” da recordstrega anchei turisti stranieri

Il "jackpot" da recordstrega anchei turisti stranieri
 

Laura nicastro INGLESI, ma soprattutto francesi. Anche i turisti, e non solo i genovesi, sono stati colpiti in questi giorni dalla febbre del gioco. Già perché la posta in palio stasera, 119,5 milioni di euro di jackpot per il Superenalotto, vale più di una qualsiasi cartolina mandata dal luogo di vacanza. E tra corni rossi, ferri di cavallo e amuleti vari esposti in bella mostra nelle ricevitorie o portati addosso, in cittàè esplosa la corsa alla sestina fortunata. «In queste settimane – racconta Raffaella Steccone, della ricevitoria di via San Luca, mentre prende i numeri da digitare al terminale dall’ ennesimo cliente – sono passati da qui tanti francesi. Sentono del montepremi alla tv o vedono la cifra esposta nelle bacheche all’ esterno del negozio e allora dicono: "Riparto domani, ma per tutti quei soldi sono disposto a tornare anche dopo un giorno per ritirare la vincita"». Tutta colpa della tv, dicono. «La gente si affanna e fa le corse – prosegue – solo perché ne parlano in televisione. Le scorse settimane ho avuto anche la coda fuori dal negozio. Sono arrivata a giocare almeno mille schedine nel giorno dell’ estrazione. Quando non se ne parla, invece, c’ è quasi calma piatta». I numeri non mentono. Da quando il montepremi ha superato la soglia dei 100 milioni di euro (il montepremi più alto al mondo), tabaccai e ricevitorie hanno registrato un aumento delle giocate del 40-50 per cento. «E’ un fenomeno assurdo – spiega Roberto Petrignano, della tabaccheria di via XXV aprile, che in questi giorni ha dovuto dire di no a tante persone visto che lui non ha l’ autorizzazione per il Superenalotto ma solo per il Lotto – Quando il montepremi arriva a 100 milioni la gente si scatena, come se invece 90 milioni non fossero abbastanza. Ma scherziamo?». A spingere i genovesi a tentare la sorte non è però solo la televisione. «Negli ultimi tempi – conferma Silvano Ferrando, del tabacchi di piazza De Ferrari – si gioca parecchio. Abbiamo avuto un aumento del 35 per cento. E’ la crisi, la disperazione che ti fa giocare. In momenti di recessione come questi, quando non riesci più a mettere un soldo da parte, ci provano tutti». In tutta Italia, nella sola giornata di sabato, sono state giocate 25,6 milioni di schedine. Eppure c’ è chi ha notato una inversione di tendenza. «L’ anno scorso – racconta Fabio Prete, della ricevitoria Piccardo di vico Casana – abbiamo avuto più persone che giocavano. Quest’ anno, invece, sono diminuite le schedine compilate, ma le persone puntano più soldi. Chi spendeva solo un euro, adesso ne tira fuori anche cinque o dieci». Superenalotto, ma non solo. Perché per "curare" la febbre del gioco ci sono anche altri sistemi. Dal Gratta e vinci, al Win for life, passando per il tradizionale lotto e l’ ultimo arrivato, 10 e lotto, con estrazioni ogni cinque minuti. Un fenomeno preoccupante, tanto che il Codacons ha chiesto al ministro dell’ Economia Giulio Tremonti di stabilire un tetto massimo per il montepremi: 120 milioni di euro. Il resto, in caso di mancato sei, dovrebbe andare ai premi minori. Ai giocatori non resta che aspettare la prossima estrazione. Sperando, che almeno questa volta, sia quella buona. E che il nonno, in sogno, abbia dato i numeri giusti. nicastro@ilsecoloxix.it

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