19 Luglio 2013

Il gup decide sulla vendita di senatori

Il gup decide sulla vendita di senatori

Silvio Berlusconi non sarà a Napoli, stamattina, all’ udienza preliminare per la vicenda della compravendita dei senatori, in cui è imputato insieme all’ ex senatore Sergio De Gregorio e l’ ex direttore dell’ Avanti! Valter Lavitola, tutti accusati di corruzione. Lo riferisce uno dei suoi legali Michele Cerabona, al suo arrivo al Tribunale di Napoli. Berlusconi sarà al Senato per la discussione della mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro Alfano. Per la pubblica accusa dovrebbero essere presenti in aula, come già nella prima udienza, i pm Alessandro Milita e Maurizio Vanorio, titolari dell’ inchiesta assieme ai colleghi Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock. De Gregorio fu eletto senatore nel 2006 nella lista dell’ Italia dei Valori e passò poi a sostenere lo schieramento di centrodestra; l’ ex parlamentare, a suo dire, cercò di convincere anche altri colleghi a passare nelle fila del centrodestra per indebolire il governo, allora guidato da Romano Prodi, e provocarne la caduta. La svolta politica, ha raccontato l’ ex senatore, avvenne dopo aver ricevuto tre milioni di euro da Silvio Berlusconi, erogati in varie tranche tramite Valter Lavitola. Quest’ ultimo, che è detenuto agli arresti domiciliari a Roma per la vicenda dei finanziamenti all’ Avanti! e monitorato tramite il braccialetto elettronico, dovrebbe a sua volta presenziare all’ udienza, assistito dall’ avvocato Gaetano Balice. Al processo si sono già costituiti parti civili Codacons e Idv, mentre il gup ha respinto la richiesta di Antonio Di Pietro Nel corso della precedente udienza, il 27 giugno, De Gregorio, assistito dall’ avvocato Carlo Fabbozzo, ha concordato con la Procura un anno e otto mesi di reclusione, con pena sospesa. Sul patteggiamento il gup potrebbe pronunciarsi domani o più verosimilmente in una terza udienza da fissarsi a settembre; prima di entrare nel merito, infatti, dovrà pronunciarsi su una serie di eccezioni sollevate dai difensori di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, a cominciare da quella di incompetenza territoriale: per la difesa dell’ ex premier e di Lavitola, infatti, il Tribunale titolato a giudicare è quello di Roma. Gli avvocati hanno inoltre chiesto di trasmettere gli atti alla giunta del Senato perché le condotte di De Gregorio sarebbero coperte dalle prerogative garantite ai parlamentari: si rifanno al principio di insindacabilita’ sancito dall’ articolo 68 della Costituzione sulla libertà di mandato di ciascun eletto.

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