21 Febbraio 2008

Il greggio vola oltre i 101 dollari

Alleggerimento fiscale per contrastare i rincari dei carburanti
Nuovo record storico del petrolio
Benzina, il governo ridurrà le accise
Il barile sfonda per la prima volta i 101 dollari.
Tasse ridotte per far calare il prezzo di 1-2 cent al litro

Per fronteggiare i super rincari dei carburanti arriva il taglio delle accise. Il governo potrebbe annunciare a breve, entro fine mese, un alleggerimento fiscale su benzina e gasolio per contrastare le fiammate dei prezzi, provocate dalla corsa delle quotazioni del petrolio. RECORD DEL GREGGIO – L`intervento è quanto mai auspicabile, visto che l`oro nero, proprio nella giornata di mercoledì, ha toccato il uovo primato storico: al Nymex di New York il future sul greggio ha aggiornato il primato di tutti i tempi andando a infrangere addirittura la soglia dei 101 dollari al barile per poi chiudere a quota 100,6. E questo malgrado la Federal Reserve abbia ridotto ulteriormente le previsioni di crescita economica: per la banca centrale il Pil Usa nel 2008 crescerà tra l`1,3 e il 2% (stime precedenti tra l`1,8 e il 2,5%). A soffiare sulle quotazioni è la speculazione, che scommette che la Fed sarà costretta ad abbassare ancora i tassi, con l`effetto di indebolire il dollaro e sostenere i prezzi del barile. . MENO 1-2 CENT – L`intervento sull`accisa, previsto dalla finanziaria 2008, potrebbe scattare entro fine mese e tradursi in un calo di 1-2 centesimi di euro al litro. La conferma viene dal consigliere del ministro dello Sviluppo economico, Umberto Carpi. “Stiamo lavorando, di concerto con le Finanze – ha detto – per varare il decreto attuativo entro fine mese. Il meccanismo è quello individuato dalla legge finanziaria e che interviene sulle accise“. A suo giudizio, “non potrà dare nell`immediato risultati stratosferici ma – ha aggiunto – una riduzione di 1-2 centesimi al litro non è poco e ci permette di riallinearci con il resto dell`Europa“. CAPEZZONE: FARE DI PIU` – A proposito dell`annunciato taglio sulle accise, l`istituto Bruno Leoni e Decidere.net, di cui è animatore Daniele Capezzone, ex presidente della commissione Attività produttive della Camere, hanno avanzato una proposta più coraggiosa: “Un taglio delle accise su benzina e gasolio che arrivi fino a portare il prelievo rispettivamente a 0,359 centesimi per litro (contro gli attuali 0,564) e a 0,302 centesimi per litro (contro gli attuali 0,423). Tale diminuzione delle tasse – cioè fino al livello minimo di tassazione consentito dall`Unione europea – porterebbe un risparmio di 12,3 euro per pieno di benzina e di 7,3 euro per pieno di gasolio. In altre parole, con gli stessi 100 euro si acquisterebbero 91 litri di benzina invece degli attuali 74, e 97 litri di gasolio invece degli attuali 87“. I CONSUMATORI: TROPPO POCO – “L`introduzione del principio di poter intervenire sulle accise per ridurle, è importante“, afferma il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri. “Tuttavia – prosegue – non riteniamo significativa e sufficiente la riduzione prevista, di appena 2 centesimi di euro al litro“. Per Carlo Rienzi del Codacons “la decisione del governo arriva troppo tardi e rappresenta troppo poco: più volte il governo dimissionario ha promesso ai cittadini una riduzione del prelievo fiscale sui carburanti per far fronte al caro-pieno, riduzione che il Codacons chiedeva da anni – aggiunge Rienzi – Ma un taglio delle accise di 1 o 2 centesimi al litro appare del tutto inadeguato e insufficiente, se si pensa che nel corso degli ultimi 5 anni gli automobilisti hanno dovuto sborsare oltre 67 miliardi di euro solo per i prelievi fiscali sui carburanti“. IL MECCANISMO – La norma prevista nella Finanziaria prevede la possibilità di un decreto trimestrale del ministero dell`Economia di concerto con quello dello Sviluppo economico, che può abbassare le accise sui prodotti energetici usati come carburante o combustibili da riscaldamento per compensare l`extra gettito Iva derivante dall`aumento del prezzo internazionale del petrolio. In particolare la legge di bilancio prevede la possibilità di intervento nel caso in cui le quotazioni del petrolio aumentino in maniera pari o superiore – nella media del trimestre – al 2% rispetto al valore di riferimento indicato nel Dpef (71 dollari al barile). Il provvedimento – prevede la stessa Finanziaria – potrà essere adottato per la prima volta entro il 28 febbraio prossimo. Ecco perché l`intervento dovrebbe arrivare – come ha confermato Carpi – per la prossima settimana. STERILIZZAZIONE – Alla base della sterilizzazione dell`Iva c`è il meccanismo di formazione dei prezzi al consumo dei carburanti che vede il gettito aumentare all`aumento dei prezzi della materia prima. Il prezzo finale alla pompa è dato infatti dalla somma tra il prezzo industriale e l`accisa su cui si applica l`Iva al 20%. Aumentando i prezzi industriali (quelli cioè direttamente legati alle quotazioni internazionali) aumenta così anche la componente legata all`Iva. La scelta di calmierare questo meccanismo con interventi sull`accisa – che compensa così l`aumento dei prezzi industriali – nasce anche dall`impossibilità di intervenire direttamente sull`Iva, regolata da norme europee.

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