12 Agosto 2005

Il greggio tocca i 66 dollari a barile, il carburante alla pompa arriva a 1,289 euro al litro

Petrolio e benzina alle stelle.
Lunardi: ritocchiamo le accise nuovi record.
Il greggio tocca i 66 dollari a barile, il carburante alla pompa arriva a 1,289 euro al litro

Brutta sorpresa per gli italiani che in questi giorni si mettono in viaggio per raggiungere i luoghi di villeggiatura. Proprio nei giorni immediatamente precedenti il ferragosto, i prezzi dei carburanti alle pompe salgono alle stelle. Intanto il governo cerca rimedi e sta approntando un piano antistangata che dovrebbe prevedere nuove accise sui carburanti, una diversificazione delle fonti d`energia per limitare i danni derivanti dai prezzi esorbitanti di un barile di greggio e, per le auto, incentivi all`uso di metano e gpl. I provvedimenti dovranno essere presi al più presto, perché ormai è evidente che la situazione è fuori controllo. Ieri il greggio ha toccato a New York la preoccupante soglia record di 66 dollari al barile, e a Londra il Brent, riferimento per l`Europa, si è spinto fino al massimo storico di 65,47 dollari al barile. La conseguenza più evidente è che chi si mette in viaggio in questi giorni può arrivare a pagare la benzina anche 1,289 euro al litro, altro record storico fatto segnare ieri dall`Agip, che ha portato su anche il prezzo del gasolio, a 1,173 euro al litro. Anche altre compagnie seguiranno certamente a ruota l`Agip, e ad esempio la Erg ha già annunciato, a partire da oggi, un aumento di 1,8 centesimi al litro per la benzina e di 1,6 centesimi al litro per il gasolio. Gli aumenti, denuncia tra l`altro il Codacons, stanno avendo già ripercussioni non solo sul pieno per chi va in vacanza in auto, ma anche sulle tasche di chi ha deciso di fare una vacanza organizzata: i tour operator “stanno chiedendo mediamente un adeguamento carburante di 25 euro a persona, una cifra superiore alla pur astronomica impennata dei prezzi di gasolio e benzina“. L`emergenza petrolio sarà al centro del Consiglio dei ministri del 26 agosto. Ad annunciarlo è il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi che non nasconde la sua preoccupazione per l`impatto del prezzo record del barile sul settore dei trasporti e si dice favorevole a un intervento “anche se minimo sulle accise“ come antidoto al caro-prezzi. “Un ritocco alle accise, anche se minimo, può essere molto utile in questa fase anche se dovremo decidere collegialmente in Consiglio dei ministri“ dichiara il ministro. Da parte sua il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, torna a parlare di biocarburanti, sottolineando come “il nuovo aumento del costo del petrolio“ ponga a una Paese “povero di materie prime, come l`Italia, il problema di utilizzare tutte le energie rinnovabili, a cominciare dai biocarburanti di derivazione agricola“. Una tesi sostenuta da tempo anche dalla Coldiretti. Per quanto riguarda il piano del governo, il sottosegretario alle Attività produttive, Mario Valducci, ha parla di “un pacchetto di misure da approvare entro la fine di settembre, e senza aspettare la finanziaria, altrimenti sarà troppo tardi“. Agli interventi sta lavorando un`apposita commissione contro il caro-energia, insediata dal ministro Scajola. Le proposte – che dovrebbero riguardare tra l`altro la modifica delle accise, l`utilizzo del carbone “pulito“ e l`introduzione di incentivi per l`uso del metano e del gpl per le auto – probabilmente saranno sul tavolo del Consiglio dei ministri il 10 settembre. A preoccupare, oltre all`aumento dei prezzi dei carburanti, con il petrolio alle stelle sono anche tutte le altre tariffe, soprattutto quelle di luce, gas e riscaldamento.

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