Il greggio spinge i prezzi La benzina vola a 1,6 euro
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fonte:
- La Nuova Sardegna
i listini dei carburanti al livello massimo dal 2015, in un anno aumenti del 5-8% allarme dei consumatori per il «caro-pieno». il codacons: «intervengano i nas»
Vittoria Assicurazioni Opa di Acutis per l’ addio alla Borsa nnDopo trent’ anni in Piazza Affari, la famiglia Acutis ritira Vittoria Assicurazioni dal listino. Laholding di casa – Vittoria Capital – ha annunciato un’ offerta di acquisto a 14 euro sulle azioni della compagnia non ancora in suo possesso, pari al 40,76% del capitale, per un controvalore di 385 milioni. L’ offerta volta al delisting ha un premio del 20,1% sul prezzo di chiusura di martedì in Borsa. di Francesca Paggiow ROMAIl petrolio corre e spinge la benzina al di sopra di quota 1,6 euro al litro, ai massimi dall’ estate 2015. E preoccupati per l’ estate che sta arrivando, che si profila all’ insegna del «caro-pieno», sono naturalmente i consumatori, tanto che il Codacons chiede l’ intervento dei Nas per indagare sui rincari dei listini. Stando alle tabelle che il ministero dello Sviluppo economico aggiorna settimanalmente, e che propongono una media dei listini sul territorio, il prezzo medio praticato sulla rete italiana, aggiornato al 14 maggio, è tornato sopra quota 1,6 euro, portandosi a 1,606, ai massimi dal luglio 2015. Per quanto riguarda il diesel, siamo invece a quota 1,483 euro al litro nel prezzo medio, ai massimi, in questo caso, dal giugno 2015. Questo vuol dire che per un pieno di benzina di un’ auto di media cilindrata ci vogliono oltre 80 euro, mentre per il gasolio sono necessari almeno 74 euro. Un anno fa ci volevano rispettivamente 76 e 68 euro, vale a dire il 5% e l’ 8% in meno. Quotidiano energia indica che oggi in modalità self la benzina costa in media 1,615 euro al litro, mentre in modalità servito la media è di 1,739 euro. A pesare sul prezzo al distributore è, come sempre, l’ andamento del petrolio, che dall’ inizio del 2018 è aumentato del 17%: un anno fa il greggio americano (Wti) galleggiava intorno ai 50 dollari, mentre quello europeo (Brent) era a 52 dollari. Da allora il mercato si è risvegliato, grazie ai tagli decisi dall’ Opec e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Oggi le quotazioni sono in lieve flessione, ma comunque il Wti è ben sopra i 71 dollari e il Brent supera i 78 dollari. Una corsa che si riversa sulle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi nell’ area del Mediterraneo, ma anche sulla domanda generale: l’ Agenzia internazionale dell’ energia ha rivisto infatti al ribasso le stime dei consumi per il 2018 perché «la recente impennata dei prezzi si farà sentire».
francesca paggio
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