Il grande circo del wrestling
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
L`ultima americanata importata divide l`Italia: violenza pura o no?
Buoni contro cattivi, deboli contro forti. La favola è sempre la stessa. Nella vita come nell`arena del wrestling, un mix tra catch, lotta libera e greco-romana che sta spopolando nel Belpaese dopo aver attraversato l`Oceano. Tipica ricetta made in Usa, dove il business si coniuga con il divertimento, condita da una buona dose di spettacolare finzione. Le cifre annunciano un boom inatteso in grado di incrinare le certezze generazionali. Prendete le mitiche figurine Panini, gioia e dolore di migliaia di ragazzini. Oggi sono praticamente scomparse. Cancellate dalle cards (addio italiano) di Undertaker, il «becchino di Houston», Eddie Guerrero, Batista the Animal, Booker T, Chris Benoit, «il tagliagole» e Triple H. Mamma tv condiziona modi e stili di vita. La globalizzazione bussa alle nostre porte alla velocità della luce. E la lotta degli antichi greci, quelli di Nike, la dea della vittoria, finisce in soffitta. La wrestlingmania imperversa: 2 milioni di telespettatori per l`appuntamento cult, Smachdown, 25 milioni di figurine vendute, 350mila richieste per gli show importati dagli States, 200mila copie tirate del primo dvd in edicola, 150mila le copie che vende la «bibbia» del settore, i siti internet si sprecano, si organizzano seminari di base per aspiranti pro wrestler (36 ore di allenamento in sei giorni al costo di 390 euro). E poi libri, almanacchi, bibliografie. Eppure gran parte di quello che ruota attorno al wrestling è finzione allo stato puro. Le star della specialità, oltre a carisma e simpatia, osservano una specie di codice deontologico: «L`avversario devi batterlo, non devastarlo». Come? Hulk Hogan – a 52 anni è tornato sul ring – preferisce stampare la suola della propria scarpa sulla faccia del rivale. Chris Benoit sceglie di abbrancare alla vita l`avversario, di spalle, inarca la schiena e lo butta all`indietro. Il volo d`angelo (ti arrampichi sull`ultima corda del ring e salti col tuo petto sul petto del cattivo), il laccio americano (ti lanci verso l`avversario e lo colpisci sulla parte alta del busto) e gli strangolamenti più vari, fanno parte del manuale del perfetto wrestler. Violenza controllata, dicono gli esperti. Qualcuno, però, ogni tanto si fa male sul serio: Dinamite Kid vegeta su una sedia a rotelle. Le sceneggiate, comunque, piacciono. Meglio se la lotta si trasferisce fuori dal ring, a colpi di sedie e di tavolini rotti sulle schiene. I ragazzini esultano. Il Codacons meno. Parla di «trasmissioni diseducative, violente, fonte di emulazione per i minorenni». E chiede il bando del wrestlig dal piccolo schermo. Fiato alle trombe delle polemiche. Mentre tra i calciatori del campionato più bello del mondo c`è chi, dopo il gol, scimmiotta gli atteggiamenti dei wrastler: il livornese Lucarelli indossa la maschera di Rey Misterio, il serbo-leccese Vucinic imita il canadese Benoit. L`Italia del copia e incolla fiuta il profumo del business. Negli Usa i mostri sacri (sei o sette) arrivano a guadagnare più di un milione di dollari ad incontro. Da noi, se tutto va bene, becchi mille euro. Nascono federazioni in abbondanza (Wif, Xiw, Icw) ognuna delle quali mette in campo titoli e campioni attingendo a piene mani al pozzo dell`ironia. Ecco, allora, Capitan Padania che insegue Neo Pulcinella. Chi vincerà? Come al solito il ricco Nord. C`è spazio per aprire un dibattito sulla questione meridionale legata al wrestling. Salgono sul ring Tsunami (arriva da Aosta a dispetto del cognome), Kobra (Bergamo alta), The Vampire (siciliano di Messina). Ce n`è abbastanza per sorridere. Anche se in Valsugana un bambino di 5 anni, afferra il compagno di giochi e cerca di… strangolarlo. Meditate, gente, meditate.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- OSSERVATORIO TV
