14 Aprile 2017

Il grande bluff del reddito di inclusione

Il grande bluff del reddito di inclusione
la misura nasce per sostenere 1,7 milioni di persone. ma i poveri sono di più

Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it Il governo sbandiera felice, oggi, la firma del «patto» sul Reddito di inclusione insieme all’ Alleanza contro la povertà e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. In realtà non c’ è nulla da festeggiare il provvedimento nasce già insufficiente e con modalità che suscitano, nella migliore delle ipotesi, perplessità. Le risorse stanziate complessivamente per questo piano, secondo quanto si legge nel Programma nazionale di Riforma contenuto nel Def, sono di 1,18 miliardi per il 2017 e di 1,704 miliardi per il 2018. Il Rei, ossia il reddito di inclusio ne, sosterrà oltre 400.000 famiglie, per un totale di quasi 1,8 milioni di persone. Non ci sono soldi per tutti A «pilotare» l’ azione del governo c’ è l’ Alleanza contro la povertà, che raggruppa un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro il disagio economico. Tra i fondatori figura la Caritas. E proprio nel Rapporto 2016 sulla povertà e l’ esclusione sociale dell’ organismo pastorale della Cei si legge che «vivono in uno stato di povertà 1 milione 582mila famiglie, un totale di quasi 4,6 milioni di individui». Il che significa che il provvedimento Gentiloni-Poletti riuscirà, nella migliore delle ipotesi, a intervenire su un terzo delle persone che hanno bisogno. Una guerra tra poveri I beneficiari del Rei saranno famiglie con figli minori, disabili, donne in gravidanza e over 55 disoccupati in condi zioni di disagio. Rimarranno per questo esclusi dai circa 80 euro al mese per componente familiare, fino aun massimo di 400 euro, promessi dal governo una serie di soggetti in stato di grave disagio economico, ma che risulteranno fuori dal calcolo. Requisiti Il Rei «sarà assegnato solo con l’ adesione a un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa». Il provvedimento appare però dedicato a situazioni di eccezionale disagio: è infatti previsto un assegno mensile fino a 480 euro in caso di madre single con quattro figli. E che una mamma sola con quattro figli piccoli possa aderire a «un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa» non sembra una cosa facile. Le proteste sul web L’ annuncio del governo è stato subito bersaglio del «popolo di Internet», che, tra battutacce e ironia, solleva interrogativi interessanti. I «progetti personalizzati di attivazione e di inclusio ne sociale e lavorativa» verranno creati e valutati da «équipe interdisciplinari». Il che vuol dire che, nelle intenzioni del legislatore, c’ è la creazione di strutture burocratiche per gestire la povertà. Polemica sui vaccini Il Codacons segnala che «nel Def del Governo spunta una misura che vincolala concessione del reddito di inclusione alla vaccinazione dei figli». «Si tratta di un provvedimento palesemente illegittimo, incostituzionale e discriminatorio, oltre che un regalo del Governo all’ industria farmaceutica – spiega il presidente Carlo Rienzi- In sostanzalo Stato dona un reddito ai cittadini più poveri ma parte di questi soldi vengo nodi fatto girati alle aziende produttrici di vaccini attraverso il requisito della vaccinazione obbligatoria. Le famiglie che non vorranno o non potranno sottoporre i propri figli ai vaccini, verranno discriminate e pur trovandosi in condizioni di disagio non potranno godere del reddito di inclusione».
antonio angeli

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