8 Marzo 2008

il Governo taglia 2 centesimi di accise per litro

Si riparte dalla metà di febbraio. Il decreto per la sterilizzazione dell`Iva sui carburanti mette sul piatto 162 milioni di euro per riportare i prezzi indicati sui distributori italiani ai livelli di quasi un mese fa. Da tempo atteso e più volte rimandato, il testo firmato ieri dal ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, e dal viceministro dell`Economia, Vincenzo Visco, consentirà un taglio fiscale di due centesimi per ogni litro di benzina o gasolio. Vuol dire ridurre i livelli attuali, di circa 1,4 euro per la benzina e 1,34 euro per il gasolio, rispettivamente a 1,38 e 1,32 euro. Valori che, tornando indietro nel tempo, si incontrano soltanto l`11 febbraio per la benzina ed il 19 dello stesso mese per il gasolio. In termini assoluti, per un pieno da 50 litri, si tratta di un risparmio di un euro a pieno per benzina o diesel. Poca cosa, dicono i consumatori del Codacons, secondo i quali il taglio deve essere almeno di 8 cent: ha fatto meglio del Governo Autostrade per l`Italia che ha annunciato ieri sconti fino a 7,5 centesimi presso alcuni distributori della propria rete, con un`iniziativa che va da sabato 8 a lunedì 24 marzo (quindi anche per le vacanze di Pasqua) e riguarda gli automobilisti in possesso del Telepass Premium. Il decreto “non risolve il problema del caro-benzina – ammette lo stesso Bersani – ma conferma l`impegno del Governo a non far cointeressare lo Stato agli aumenti del carburante“. Scendendo nel particolare, dalla data di entrata in vigore del decreto (giorno di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale) e fino al 30 aprile 2008, “il cittadino – spiegano i Ministeri – potrà usufruire di una diminuzione della componente fiscale di complessivi 2 centesimi per ogni litro di benzina e di gasolio e per ogni kg di gpl (equivalente ad una riduzione di 1,1 centesimi di euro per ogni litro)“, mentre verrà azzerata l`accisa sul gas per autotrazione. Il decreto, quindi, utilizza le maggiori entrate dell`Iva sui carburanti, legate all`aumento del prezzo del petrolio, per “restituire ai cittadini le risorse finanziarie maturate dal primo gennaio al 29 febbraio 2008, che sono state valutate in circa 162 milioni di euro“. Si tratta di una norma prevista dalla Finanziaria 2008 che prevede la possibilità di un decreto trimestrale del Ministero dell`economia di concerto con lo Sviluppo economico per cercare di sterilizzare gli aumenti dei carburanti collegati alla crescita del prezzo del petrolio. In particolare, è possibile intervenire quando le quotazioni del greggio superino del 2%, nella media del trimestre, i 71 dollari al barile indicati nel Dpef. Con un prezzo del petrolio ormai ampiamente e stabilmente sopra i 100 dollari, che oggi ha ritoccato il nuovo record, l`intervento sulle accise (la componente che si somma al prezzo industriale e sulla quale viene calcolata l`Iva per dare vita al prezzo al commercio) non era più rinviabile.

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