Il Governo non invierà gli sms elettorali
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fonte:
- L`Unione Sarda
Roma A 48 ore dal voto sul referendum, gli sms sono il nuovo terreno di scontro tra fautori del sì e dell`astensione. Diversamente da quanto accadde in occasione delle elezioni europee, questa volta il governo non sembra intenzionato a inviare messaggini telefonici per ricordare l`appuntamento elettorale. I promotori del referendum sono corsi ai ripari con una mobilitazione “senza fili“. Un loro sms fai da te ha già cominciato a circolare: contiene le informazioni sugli orari di apertura dei seggi, con la raccomandazione di inoltrare il messaggio «ad almeno 10 amici». I promotori sperano che questa “catena di Sant`Antonio“ funzioni e che il messaggio arrivi ad un gran numero di elettori. Ma è chiaro che un sms firmato dalla presidenza del consiglio avrebbe ben altro valore ed efficacia. È per questo che il comitato del sì, il segretario dei Ds Fassino, i Verdi e Rifondazione comunista hanno chiesto ufficialmente al Viminale di inviare l`sms elettorale agli italiani. Il governo, finora, ha risposto picche. La motivazione del rifiuto, sembra di capire, è che ricordare ai cittadini l`appuntamento del referendum potrebbe essere interpretato come un invito a recarsi alle urne; mentre il governo vuole mantenersi neutrale tra sostenitori del voto e dell`astensione. Spiega il ministro Giovanardi: «Il governo non può e non deve intervenire con invio di sms in occasione di una consultazione referendaria nella quale ormai è chiarissimo che il non voto è una delle opzioni legittimamente esercitabili». Della vicenda dovrà occuparsi oggi il tribunale civile di Roma chiamato in causa da un esposto denuncia del Codacons e del comitato per il sì: saranno i giudici a decidere se «costringere» il governo a inviare i messaggi telefonici. Il governo, attraverso l`Avvocatura dello Stato, ha fatto sapere che è contrario all`invio dei messaggini: per le europee furono inviati perché per la prima volta si votava anche il lunedì, e dunque c`era un problema di ordine pubblico e di informazione dei cittadini che oggi non esiste più in quanto tutti sanno che i seggi resteranno aperti per due giorni. Per il governo, gli sms elettorali sono sempre fonte di polemiche. Oggi viene criticato per la ragione opposta: dicendo no, sostengono i promotori del referendum, vorrebbe che i cittadini restassero a casa.
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