10 Gennaio 2017

Il governo dice sì alla lista nera dei debitori delle banche

Il governo dice sì alla lista nera dei debitori delle banche

Roma Sad hoc e anche in Italia le banche vengono salvate con i soldi pubblici, è eticamente giusto che si conoscano i nomi dei principali debitori. Con una mossa a sorpresa il governo Gentiioni è pronto a far propria la proposta avanzata domenica dal presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli, che vorrebbe limitarla ai primi 100 che hanno ricevuto i finanziamenti maggiori. Del tema il premier ha discusso ieri po meriggio con i due capigruppo del Pd, Zanda (Senato) e Rosato (Camera), dando indicazioni precise affinché l’ ipotesi si traduca in una proposta da inserire nel decreto ‘ Salva-ri sparmio’, che oggi avvia il suo cammino a Palazzo Madama con la definizione delle audizioni (già giovedì dovrebbe toccare al ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan). E in serata un primo disco verde è giunto anche dai vertici del Monte dei Paschi, qualora le norme lo consentissero. E sempre oggi Camera e Senato discuteranno la richiesta che viene dalle opposizioni (Forza Italia a Montecitorio, M5S nell’ altro ramo) di accelerare sull’ istituzione di una commissione d’ inchiesta che faccia chiarezza sulle crisi bancarie e sulle vicende che hanno portato al salvataggio pubblico dell’ istituto senese. Perla ‘listanera’ dei debitori ci sarebbero tuttavia ostacoli normativi da superare. La mossa del governo è stata indotta dalla considerazione che, in Parlamento, anche le opposizioni stanno preparando emendamenti sulla ‘proposta Patuelli’: «Sì, lo presenteremo», conferma Paolo Romani, capogruppo di Fi in Senato. L’ ipotesi avanzata dall’ Abi ha subito trovato il consenso dei sindacati, mentre per il governo il primo a schierarsi è stato il sottosegretario all’ Economia, Pier Paolo Baretta, il quale ha sottolineato una esigenza di chiarezza, anche per ricreare quel clima di fiducia incrinato negli ultimi mesi sia per il collasso delle 4 banche locali (in risoluzione da un anno e anco ra in cerca di compratore) sia per la crisi di Siena. Se è «eticamente giusto prò porre che siano noti i nomi di chi ha contribuito a creare questa situazione », ha osservato Baretta, il tema è di quelli per cui «ci vuole prudenza». Anche perché il principio non è di altrettanto facile applicazione. Peraltro le imprese già dal 2011, come ha chiarito il Garante per la Privacy, non godono più «di alcuna tutela, almeno sotto il profilo della privacy». Quindi, già sarebbe possibile rendere noti i debitori ‘persone giuridiche’ che «presumibilmente » rappresentano la gran parte degli insolventi. Per Antonello Soro, però, cosa ben diversa sarebbe quella di pubblicare liste di singoli cittadini, protetti anche dalla normativa europea. Una spinta alla trasparenza sui ‘ colpevoli’ dei dissesti bancari potrebbe peraltro disinnescare la ben più delicata partita della commissione d’ inchiesta su Siena. Già oggi il Senato dovrà infatti votare per alzata di mano la richiesta di Cinque Stelle di «dichiarazione d’ urgenza» per il ddl che la istituisce, che – insieme ad altre 10 proposte – è all’ esame da inizio 2016 della commissione Finanze di Palazzo Madama. Nelle stesse ore, alla Camera andranno al voto le mozioni sulle banche: e quella presentata dal Pd, a differenza di quella di Fi, non accenna però alla necessità di una commissione d’ inchiesta, ma invita il governo a perseguire la «massima tutela dei risparmiatori» e a fare tutto il necessario perché si arrivi a una revisione del introdotto dalla Ue, proprio mentre il Tar ha respinto un ricorso del Codacons sui decreti che lo hanno attuato nel caso delle bail-in 4 banche locali. (E. Fat.) RIPRODUZIONE RISERVATA Salva-risparmio Il ministro Padoan con il presidente Abi, Patuelli.
 

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