16 Marzo 2007

Il Governo è clinicamente morto

Divisi più di prima: dopo la fiducia maggioranza in piazza 4 volte contro se stessa
Il Governo è clinicamente morto

La sensazione che il Governo Prodi non si sia mai riavuto dall incidente del 21 febbraio scorso, data della sua morte cerebrale , va rafforzandosi ogni giorno di più. L Esecutivo infatti continua a collezionare sconfitte e, quel che è peggio, è che non reagisce nemmeno più agli stimoli, nemmeno a quelli dolorosi. Dal punto di vista politico, insomma, è a tutti gli effetti un governo clinicamente morto . Il Professore pensava che per ripartire bastasse un contrattino vincolante di dodici punti, ma quella che doveva essere la sua polizza sulla vita si è presto rivelata carta straccia. La regola del portavoce unico, ad esempio, non è mai entrata in vigore e, scampato il pericolo di perder la poltrona, ministri e esponenti della maggioranza hanno serenamente ripreso a tirarsi calci negli stinchi a mezzo stampa o nei salotti tv. Ancor più eclatante, però, appaiono le flagranti trasgressioni al comandamento dei comandamenti prodiani, cioè a quella sorta di non avrai altro Dio all infuori di me con cui il Professore intendeva assumersi l onere della decisione su ogni provvedimento intorno al quale fossero sorti contrasti in seno alla maggioranza: cioè a dire, tutti. Non lo ascoltano, non lo seguono, non lo riconoscono più e per rendersene conto basta un esempio. Come noto, infatti, il presidente del Consiglio ha più volte affermato che la maggioranza non può andare in piazza contro il Governo e che men che meno dovrebbero farlo i ministri. Ebbene, il 10 marzo scorso i ministri Pollastrini, Ferrero e Pecoraro Scanio erano in una piazza molto rumorosa e variopinta a invocare i Dico e per tutta risposta il fischiatissimo Mastella ha già fatto sapere che parteciperà, con il ministro Fioroni ed altri, al Family Day in difesa della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio. Qualcuno obietta che i Dico non sono una questione politica ma prevalentemente di coscienza. Sarà. Indubbiamente politico tuttavia è il problema dell istruzione pubblica che il 16 aprile prossimo porterà in piazza un altra componente dell Unione. Il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, ha annunciato che sarà al fianco dei sindacati confederali per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro del settore, la regolarizzazione dei precari e lo stanziamento di maggiori risorse. Tirando le somme, dunque, dal voto di fiducia le manifestazioni della maggioranza contro il Governo sarebbero già tre. E la quarta, come dice il motto, vien da sé. Sabato, infatti, la componente movimentista della sinistra radicale organizzerà a Roma un grande happening contro il rifinanziamento di tutte le missioni militari italiane all estero, a cominciare da quella afghana. Franco Turigliatto, espulso dal Prc ma ancora determinante per le sorti dell Esecutivo al Senato, sarà in prima fila. Da solo o accompagnato? Si vedrà. Resta il fatto che le trasgressioni al comandamento prodiano sulla piazza sono talmente numerose ormai da richiedere un provvedimento generalizzato di clemenza: che so, …un amnistia o almeno un indultino. Scherzi a parte, assumere delle decisioni per questo Governo è diventato davvero un problema drammatico, mentre le rare volte che riesce a prenderne una, il problema diventa collettivo, degli italiani. È il caso, ad esempio, del ddl che scardina la Bossi-Fini spalancando le porte del Paese a un milione di stranieri – ma la stima è per difetto – a triennio. Le possibili conseguenze sociali di un tale afflusso sono evidenti: sostituzione degli italiani in certi settori del mercato del lavoro, allargamento insostenibile delle utenze del Welfare e conseguente crollo della qualità dei servizi erogati. La drastica diminuzione dei Cpt e la concessione del diritto di voto per le amministrative, inoltre, inducono a mettere nel conto altri due effetti collaterali: il probabile incremento della microcriminalità e l altrettanto probabile costituzione di partiti politici etnici o islamici. La Amato-Ferrero, tuttavia, è solo un primo passo. Il secondo e più devastante arriverà con l applicazione dei provvedimenti sulla cittadinanza veloce e la facilitazione dei ricongiungimenti familiari. Il mix immigrazione libera più ricongiungimenti facili cambierà il volto del Paese e difficilmente sarà un cambiamento in meglio. E per ironia della sorte, infine, anche quei pochi successi che il Governo fin qui era riuscito a vantare tornano improvvisamente in discussione. Accogliendo il ricorso del Codacons e di una comunità terapeutica, il Tar del Lazio ha sospeso il decreto Turco sugli stupefacenti che innalzava la quantità massima consentita di principio attivo per uso personale della cannabis e nemmeno i conti pubblici sembrano in salute come qualcuno intendeva farci credere. “Per abbassare la pressione fiscale – ha detto ieri Tommaso Padoa Schioppa – servono risultati certi. Ma per ora non li abbiamo“. Ma i conti non erano stati risanati?

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