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23 Ottobre 2014

Il governo ci rifila il PROSCIUTTO …senza MAIALE

Il governo ci rifila il PROSCIUTTO …senza MAIALE

Via libera al prosciutto senza carne di maiale, che può contenere additivi chimici finora vietati e un’ al ta percentuale di acqua, a danno dei consumatori e degli allevatori italiani. Lo prevede un decreto che rivede la normativa sulla preparazione e la vendita dei salumi, annunciato dal Ministero delle Politiche agricole che, al posto di tutelare l’ ag ro a li m en t ar e “Made in Italy”, apre la porta a omologanti normative europee. Insorgono le associazioni di categoria come Codacons che si dice pronta a una class action. «Se il Ministero delle Politiche agricole varerà l’ annunciato decreto sui salumi – ha fatto sapere l’ associazione dei consumatori -, sarà inevitabile un’ azione collettiva del Codacons per chiederne l’ annullamento, considerato che le novità finora emer se sarebbero palesemente dannose per i consumatori e per il “Made in Italy”». Sulla base del decreto, infatti, il prosciutto cotto potrà essere fatto anche utilizzando carne di altre specie creando confusione nei consumatori sul reale contenuto del prodotto che acquistano. Aumenta poi il contenuto di acqua consentito che sarà pagato dagli acquirenti come se fosse carne, con evidente danno anche alla qualità del prodotto. Il decreto cancella inoltre il divieto di utilizzo di aromi chimici, aprendo la strada alla possibilità di correggere gusto e sapore dei salumi fatti con materia pri ma scadente e di dubbia origine. Sul piede di guerra anche Coldiretti che, in un comunicato, ha definito «allucinanti» le norme proposte da decreto. «L’ incremento del tasso di umidità previsto per le tre categorie di prosciutto cotto, prosciutto cot to scelto e prosciutto cotto di alta qualità andrà a minare la qualità del prodotto – spiega la Confederazione – a discapito del maiale italiano, le cui carni hanno caratteristiche qualitative superiori a quelle dei maiali importati dai Paesi del Nord, penalizzando i nostri allevatori». «Paradossalmente viene mantenuta la possibilità di utilizzare le cosce di maiale congelate per produrre il prosciutto crudo stagionato. Proprio a causa di questa norma – ricorda Coldiretti due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’ origine». La polemica è accesa anche in Regione Lombardia dove l’ assessore regionale all’ Agricoltura Gianni Fava ha definito il decreto un atto di “terrorismo” contro «la filiera della salumeria, che esporta oltre 1,1 miliardi di euro e rappresenta una delle voci più importanti dell’ export agroalimentare» e ha sollecitato il governo a battersi in Europa per «l’ attuazione della legge sull’ etichettatura con l’ indicazione obbligatoria dell’ origine italiana».
francesca morandi
 
 

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