«Il governo ci restituisca i soldi»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• Lo definiscono un «maltolto». Con l’ applicazione della sentenza della Corte Costituzionale una pensione che nel 2011 era di 1.500 euro lordi, appena superiore alle 3 volte il minimo, avrà una rivalutazione di circa 85 euro al mese e 2.540 euro circa come rimborso per i due anni di blocco 2012 e 2013 e per gli effetti che questi hanno avuto sul 2014. Il problema è che queste cifre, al momento, sono soltanto sulla carta. Il governo non ha ancora dato seguito alla sentenza. Di qui l’ appello dei sindacati di categoria: Roma applichi subito la decisione della Consulta a tutti i pensionati ristabilendo equità e giustizia. Ieri mattina i pensionati si sono dati appuntamento in piazza Mario Pagano, di fronte alla sede della Prefettura, per sensibilizzare l’ opinione pubblica sull’ ar gomento. «È una sentenza – dice Rosario Motta – da applicare subito. Non c’ è bisogno di un decreto perché qui siamo di fronte a soldi che ci hanno sottratto illecitamente». Gli fa da eco An tonio Verrastro: «Non c’ è nulla da interpretare nel provvedimento della Corte Costituzionale. Bisogna restituire il maltolto, tutto qui. Il governo non deve arrovellarsi sulla lettura di una sentenza chiara e inequivocabile». Enzo Zuardi, segretario della Fp Cisl, ricorda che le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro a Renzi per attivare le modalità di rimborso: «La legge Fornero è stata fatta senza l’ avallo dei sindacati e i risultati sono questi. Sappiamo bene che restituire tutto e subito è impossibile. Ecco perché siamo disponibili ad un confronto con il governo per definire un percorso di rientro di quanto ci è stato sot tratto in questi anni». Anche Alessandro Calabrese e Luigi Er rico ritengono utile aprire un tavolo di trattativa, «ma – ribadiscono – la sentenza va applicata subito, non si tergiversi». Anche Nicola Allegretti, segretario regionale Fp Cgil, «spinge» perché sia subito operativa la decisione della Consulta «attraverso la rivalutazione delle pensioni. Siamo disponibili a discu tere, non vogliamo tutto in un’ unica soluzione perché sappiamo benissimo le condizioni economiche in cui versa il Paese, ma chiediamo un segnale concreto da parte del governo». Intanto proprio ieri è scattata in Basilicata la class action del Codacons proprio per far ottenere ai pensionati la restituzione dei soldi sottratti dalla legge For nero. L’ associazione ha pubblicato sul proprio sito www.codacons.it la diffida che i pensionati residenti in regione possono scaricare ed inviare all’ Inps, con la quale si chiede di «porre in essere tutti gli adempimenti necessari alla rideterminazione e aggiornamento delle pensioni, così come mensilmente erogate, secondo l’ impianto normativo stabilito dalla normativa in vigore alla data di caducazione della norma censurata con sentenza n. 70/2015 della Corte Costituziona le e quindi alla sostanziale rivalutazione e adeguamento dei trattamenti pensionistici in base alla disciplina precedente secondo il meccanismo stabilito dall’ articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448; altresì, alla corresponsione, a far tempo dal 1 gennaio 2012, degli arretrati maturati in forza della predetta sentenza n. 70/2015 Corte Cost. nell’ importo complessivo maturato fino all’ effettivo soddisfo». Non solo. Nello stesso atto messo a disposizione dal Codacons, si diffidano anche la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri dell’ economia e del lavoro «dall’ adottare qualsivoglia misura volta a limitare l’ immediata esecutività della sentenza o a differirne, limitarne, impedirne gli effetti, al solo fine di non gravare sull’ Erario a discapito della legalità ripristinata dalla Consulta».
massimo brancati
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