6 Maggio 2015

Il giudizio del Tar sul piano-Silletti

Il giudizio del Tar sul piano-Silletti

re che non sia la Xyella, poiché è monca ancora dei risultati delle consulenze affidate a tre esperti, cioè Francesco Surico e Dario Ranaldi, docenti di Batteriologia dell’ Università di Firenze, ed all’ agronomo Dario De Giorgi. Che è poi una delle questioni sollevate dai vivaisti e dai proprietari degli uliveti di Oria nel ricorso in discussione oggi al Tar Lazio contro il piano per contenere la diffusione del batterio della Xylòella. Dopo un mese di attesa, l’ ora è arrivata. È attesa per oggi la sentenza del Tar del Lazio chiamato a pronunciarsi sul piano anti-xyella messo a punto dal commissario straordinario Giuseppe Silletti, sulla scorta dei ricorsi presentati dai proprietari del terreno -focolaio di Oria, ma anche dai vivaisti che rischiano di dovere abbattere migliaia di piante sane per il timore che siano portatrici del batterio. A questi si somma il ricorso di ventisei aziende agricole biologiche e di 10 associazioni ambientaliste, riunite nel comitato “Sos” acronimo di Salviamo il Salento, che di fronte ai giudici amministrativi hanno portato documenti a firma della Federbio (Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica), quello di Pietro Perrino (dirigente ricercatore Cnr Bari) oltre che le relazioni a firma di 16 agronomi della provincia di Brindisi che chiedono a viva voce di fermare la pioggia di fitofarmaci che sta per piovere sulla regione, fase due del piano-Silletti. I ricorsi tutti, pur riconoscendo la gravità della patologie che stanno colpendo gli oliveti pugliesi, intervengono su diversi fronti. Chi chiede la tutela del diritto di proprietà, chi chiede difesa di vitali interessi economici, chi chiede cure ecocompatibili che le aziende biologiche da sempre adotta no di prassi. Tante ragioni, tutte legittime. Resta solo da chiedersi: adesso che il piano Silletti è stato smantellato dal pronunciamento dell’ Unione europea, quei ricorsi mirati ai primi provvedimenti del commissario straordinario, hanno ancora ragione d’ essere? Lo deciderà il Tar, oggi stesso, salvo complicazioni. Gli stessi giudici che hanno accolto le richieste di sospensiva degli avvocati oritani prima, dei vivaisti poi. Il piano anti-xylella infatti, prevede non solo l’ espianto degli ulivi nei campi a cielo aperto, ma anche l’ abbattimento di sedici varietà di piante potenziali ospiti del batterio killer, il che significa la distruzione di milioni di specie per un volume d’ af fari pari ad altrettanti milioni di euro. La differenza è che nei campi si è ordinato solo l’ abbattimento degli ulivi malati, dopo prelievi e analisi di laboratorio, mentre l’ ordine di fuoco per i vivaisti è di buttare giù indiscriminatamente piante sane, a scopo preventivo del contagio. “Ci si chiede di procedere all’ abbattimento preventivo e indiscriminato di tutte le piante presenti nei vivai”, spiega l’ avvocato Gianluigi Manelli del Foro di Lecce, “potenzialmente ma non certamente ospiti del patogeno. Stiamo parlando di rosmarino, oleandro, mirto. I vivaisti miei assistiti vedrebbero distrutte le aziende da un giorno all’ altro. Il commissario peraltro, a cui abbiamo insistentemente chiesto • Il Piano per l’ emergenza Xylella entra nella seconda fase, per tenere conto delle indicazioni contenute della Direttiva emessa la settimana scorsa dall’ Ue. Nella mattinata di oggi il commissario Giuseppe Silletti incontrerà i rappresentanti di alcune associazioni (Coldiretti, Unaprol, PugliaOlive, CoopOlio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, il Consorzio vivaisti viticoli pugliesi, Legambiente Puglia e Terranostra, Cibi Consorzio Italiano per il Biologico, AproBio Puglia e Consorzio Puglia Natura, Codacons, Confconsumatori e Adoc Puglia per i consumatori). di parlare, non ci ha mai ricevuti”. Sedici le specie da abbattere, fra cui acacia saligna (mimosa compresa), mirto, oleandro, olivo, polygala, prunus (comprende il mandorlo, pesco, susino, albicocco, ciliegio ed altri), quercus (diversi tipi di quercie), alaterno, rosmarino, spartium junceum (ginestra odorosa), vinca, westringia fruticosa. Malva, catharanthus, portulaca, sorgo. Ma il decreto emesso da Luigi Tosti, presidente della prima sezione del Tar laziale, ha sospeso l’ efficacia esecutiva del Piano regionale per l’ emergenza fitosanitaria accogliendo le tesi difensive dei ricorrenti, nel merito dei quali si deciderà solo oggi. La difesa delle aziende bio e delle associazioni invece è affidata agli avvocati Luigi Paccione e Valentina Stamerra che in nome e per conto dei propri assistiti chiedono di affrontare l’ emergenza del disseccamento degli ulivi con metodi ecologici e biologici. Non è solo Pietro Perrino del Cnr di Bari, dicono i riccorrenti, a sostenere che: “La Xilella è legata a tutti gli altri organismi viventi della biosfera e dei diversi ecosistemi, e non solo a questa o quella patologia, a questa o quella pianta. L’ accanimento (chimico ndr) contro questo o quel patogeno può solo creare altri danni, in quanto l’ esperienza secolare insegna che si aumenta il rischio di creare nuovi patogeni e quindi nuove malattie”.
 

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