Il giudice potrà contestare anche l’ uso delle risorse
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fonte:
- Italia Oggi
Un aiuto da parte del giudice per rimuovere le inefficienze della pubblica amministrazione, spesso bloccata anche da limiti del sistema. E soprattutto una buona occasione per consumatori e associazioni per responsabilizzarsi nella denuncia dei disservizi e responsabilizzare la pa. Sperando che non prevalgano interpretazioni restrittive della legittimazione ad agire. Vede così la Class action Maria Giulia Cosentino, esperta dell’ ufficio legislativo del ministro Renato Brunetta, appena rientrata in servizio come magistrato ordinario. Domanda. Adesso che la Civit ha definito le linee guida per gli standard di qualità dei servizi pubblici, cosa vi aspettate? Risposta. Ci aspettiamo che la riforma della Class action prenda piede. Alcune violazioni erano immediatamente sanzionabili, per altre invece era necessario attendere la definizione degli standard. Ora ci sono gli standard e le amministrazioni dovranno rispettarli. Se l’ amministrazione non si è data dei parametri non le si può imputare che non vengano rispettati. Ora speriamo soprattutto che sia una buona occasione per le associazioni dei consumatori più che per i singoli consumatori. D. Eppure nella prima class action a Torino i giudici hanno rigettato l’ ammissibilità della class action precisando che la legittimazione ad agire spetti solo al consumatore e non ad un’ associazione (il Codacons, ndr). R. L’ art. 1 prevede che il ricorso possa essere proposto da associazioni e comitati a tutela dei propri associati appartenenti alla pluralità di utenti consumatori. Se i giudici hanno motivato in questo modo è perché hanno dato un’ interpretazione restrittiva. Sicuramente non era questo l’ intento del legislatore, ma è possibile anche optare per questa soluzione. D. Che efficacia può avere il provvedimento di un giudice se la pa dimostra di non avere personale o risorse sufficienti ad ottemperarlo? R. Il provvedimento non sarà comunque inutile. Il giudice può vedere se le risorse sono state utilizzate bene o male. Magari le risorse c’ erano e non sono state spese per fini non primarie trascurando le esigenze primarie dell’ amministrazione. questo lo può evidenziare e può dire che c’ è stata una violazione imputabile a scarsa capacità organizzativa. Certo non può dare soldi, ma questo non si sarebbe mai potuto fare. Quello che si può ottenere con questa azione è che l’ amministrazione si doti della migliore organizzazione possibile in base alle risorse date. D. Avete già dei dati sui risultati di tutte le azioni in corso? R. Non abbiamo dati sistematici ma solo dati empirici fornitici proprio dalle associazioni. Per ora sappiamo che le amministrazioni hanno risposto alle prime diffide per lo più giustificando il loro ritardo o la loro inefficienza. Purtroppo nella legge non abbiamo inserito l’ obbligo di comunicare al Dipartimento le diffide ma soltanto i ricorsi che si fanno dopo. Difficile, quindi, avere un polso della situazione completa. D. La manovra correttiva inciderà in qualche modo sull’ attuazione della riforma? R. No. La riforma è a costo zero e prevede solo il miglioramento dell’ organizzazione senza pesare sulle risorse assegnate in via ordinaria a ciascuna amministrazione e concessionario pubblico.
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