Il giudice: fu legittimo l`arresto di valentini
-
fonte:
- Il Centro
L`ex sindaco di Roccaraso Camillo Valentini fu arrestato sulla base di provvedimenti del tutto legittimi su un piano sia formale che sostanziale. Lo dice il gup del tribunale di Campobasso, Stefano Calabria, nell`ordinanza di archiviazione del procedimento nei confronti di alcuni magistrati e dei poliziotti che si erano interessati della vicenda giudiziaria sugli appalti sospetti di Roccaraso culminata con il suicidio in carcere di Valentini. Gli atti relativi al presidente del Codacons Carlo Rienzi e al suo vice Giuseppe Ursini, che si erano opposti all`archiviazione, sono stati invece rinviati al pubblico ministero. Secondo il giudice Calabria la procura di Campobasso dovrà valutare se nei confronti dei due esponenti dell`associazione che difende gli interessi dei consumatori sussiste l`ipotesi di calunnia nei confronti dell`ex vice questore dell`Aquila Cesare Ciammaichella, dell`ispettore di polizia dello Sco, Massimiliano Mancini e di Emanuela Piccirilli che si occuparono materialmente di portare avanti le indagini sullo scottante “caso Roccaraso“. Il giudice per le udienze preliminari nel rimettere gli atti al pubblico ministero indica anche tre circostanze in cui Rienzi e Ursini avrebbero fatto le presunte affermazioni calunniose. Si tratta di tre scritti risalenti al 4 agosto del 2005, del 20 agosto del 2005 e del 21 settembre del 2006. A uscire definitivamente di scena dal procedimento penale che li vedeva coinvolti sono l`ex capo della procura della Repubblica di Sulmona, Giovanni Melogli, deceduto nei mesi scorsi, la sua convivente Elena Celidonio, il giudice Michele Ramundo, già presidente della Corte d`Appello, il sostituto procuratore Maria Teresa Leacche che firmò la richiesta di arresto nei confronti dell`ex primo cittadino di Roccaraso Valentini, il giudice Luigi D`Orazio che fece arrestare l`ex sindaco della famosa località turistica abruzzese, il sostituto procuratore del tribunale di Sulmona Aura Scarsella, l`ex assessore del comune di Roccaraso, Gisella Valentini. In questo procedimento i magistrati erano accusati di abuso d`ufficio. Uno dei passaggi più significativi dell`ordinanza riguarda proprio i magistrati Leacche e D`Orazio, che erano accusati di aver abusato dei propri poteri con una motivazione persecutoria nei confronti di Valentini. Il gup Calabria ha sottolineato che il pm Leacche non era titolare del procedimento né lo diresse e che l`ordinanza di arresto firmata da D`Orazio si basava su motivazioni inoppugnabili.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
