Il giudice dà torto alla pensionata che aveva fatto causa a Berlusconi
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fonte:
- Messaggero Veneto
Niente da fare per la pensionata udinese che aveva fatto causa a Silvio Berlusconi perchè, come presidente del Consiglio, non avrebbe mantenuto fede all`impegno di portare le pensioni minime a 516 euro come invece affermato nel “contratto con gli italiani“ firmato nella campagna elettorale del 2001 nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta. Il giudice di pace di Udine Pietro Volpe ha infatti respinto la domanda della 76enne udinese Rina Gussetti ritenendola infondata. La pensionata era assistita dall`avvocato Vitto Claut, che ha sostenuto – così come è stato fatto in altre città d`Italia – l`iniziativa del Codacons (di cui è presidente regionale) contro Silvio Berlusconi. L`istanza della pensionata si fondava essenzialmente sul fatto che Berlusconi aveva stipulato un vero e proprio contratto che non sarebbe stato però rispettato. L`anziana udinese ha spiegato infatti al giudice di pace che la sua pensione di 434 euro non è aumentata a 516 come aveva promesso Berlusconi. La signora udinese ha spiegato di aver voluto aderire alla proposta di Berlusconi votando nel 2001 per l`esponente di Forza Italia nonostante la sua fede politica fosse diversa. La speranza però di ottenere un aumento della pensione l`aveva convinta a votare per Berlusconi. Nell`atto di citazione contro il Cavaliere, l`avvocato Claut ha precisato che la signora Gussetti ha dovuto anche fare i conti con i propri familiari e conoscenti che l`hanno derisa dopo il fallimento delle sue aspettative. Proprio in considerazione della rottura del contratto da parte di Berlusconi e dei danni subìti a vario titolo, la pensionata udinese ha chiesto in via principale al giudice di pace di condannare Silvio Berlusconi a un risarcimento danni di 2.400 euro. Ma il giudice Volpe ha osservato che il voto – come stabilito dall`articolo 48 della costituzione – “è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico“. Dunque, proprio per la sua segretezza il voto non può essere portato in giudizio come prova: non c`è modo di verificare se la pensionata ha realmente votato per Berlusconi o meno. Inoltre la Costituzione stabilisce che il voto è libero e non certo oggetto di scambio. Secondo il giudice di pace, quindi, “il voto non può in alcun modo configurarsi come accordo contrattuale tra votante ed eletto, in quanto una simile asserzione è contraria alla Costituzione attualmente vigente“. Nessun obbligo contrattuale vero e proprio quindi per Berlusconi.
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