4 Marzo 2005

IL GIUDICE AMMETTE AL PROCESSO ANCHE LE ASSOCIAZIONI ADUSBEF E CODACONS

IL GIUDICE AMMETTE AL PROCESSO ANCHE LE ASSOCIAZIONI ADUSBEF E CODACONS
Manifestazione di protesta dei risparmiatori, davanti all?aula del processo

Ci saranno la Banca d?Italia, la Consob, le organizzazioni di comsumatori e investitori come l?Adusbef e il Codacons e ci sarà anche l?Ordine dei giornalisti della Lombardia che investì parte dei suoi fondi in azioni Bipop-Carire. Nel processo ci saranno in pratica quasi tutti i danneggiati che hanno chiesto di essere parti civili. E i 42 indagati in sostanza dovranno fare i conti con 2132 parti civili, pronte a chiedere la loro condanna al risarcimento dei danni. Ieri il giudice Benini ha infatti ammesso al processo praticamente tutti, tranne tre risparmiatori e per questioni del tutto tecniche. Certo le difese ci riproveranno a chiedere l?estromissione delle parti civili, soprattutto di Bankitalia, Consob e delle associazioni di risparmiatori, e forse le nuove offensive saranno anche più agguerrite, ma dovranno avvenire quando inizierà il processo davanti al Tribunale. Ma è noto che in questo complicatissimo processo anche il fronte delle parti civili è tutt?altro che unito. Esiste una divisione netta, che riflette quella che c?è anche tra gli indagati, tra bresciani e reggiani. Così come gli ex amministratori di Bipop «scaricano» le responsabilità del crollo delle azioni sulla componente di Reggio Emilia della banca e viceversa, così fanno gli azionisti danneggiati: i reggiani, affezionati alla Cassa di risparmio della loro città danno tutte le colpe ai bresciani, mentre i bresciani stigmatizzano che i reggiani, dopo aver fatto crollare Bipop-Carire, e dopo l?assorbimento della banca da parte del Banco di Roma-Capitalia, sono rimasti al vertice come se avessero ottenuto ciò che volevano a danno dei risparmiatori. C?è anche un?altra divisione tra le parti civili: tutti i piccoli azionisti danneggiati infatti hanno guardato con sospetto e commentato con battute ironiche la richiesta, ieri accolta dal giudice Benini, della Banca d?Italia e della Consob. Secondo i risparmiatori infatti sia la Banca d?Italia che il comitato che ha la responsabilità dei controlli sulle società quotate in Borsa, hanno precise responsabilità nella vicenda Bipop: si parla non solo di mancanza o carenza di controlli, ma di aver favorito operazioni spericolate e di aver chiuso gli occhi sul fatto che tutto avveniva all?insaputa degli azionisti che in molti casi ritenevano di aver fatto investimenti a basso rischio e si sono ritrovati con perdite vicine al 90 per cento del capitale investito.

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